venerdì 25 aprile 2008

Menzogne e silenzio

Oggi è la festa della liberazione dal nazifascismo, ma sostanzialmente, anche se il nazifascismo è stato sconfitto, la lotta per la libertà non è ancora terminata perché ci sono altri oscuri meccanismi che la minacciano. I giornali e i mass media che rappresentano il quarto potere sono effettivamente asserviti ai partiti che non solo li strumentalizzano per fare propaganda, ma quando lo ritengono opportuno impongono loro il silenzio. Questo silenzio nuoce alla libertà perché la popolazione non viene informata di tutte le angherie e di tutta la corruzione che ormai è giunta ai vertici dello Stato. Senza una libera informazione lo squallore non può che aumentare mentre tutto quello che c'è di buono, come la libertà e la democrazia non può che finire, lentamente finire...

Beppe Grillo sta raccogliendo firme per l'abolizione dei finanziamenti pubblici all'editoria, per l'abolizione dell'ordine dei giornalisti e l'abolizione della legge Gasparri.
Onestamente ho delle perplessità per quanto riguarda l'abolizione dei finanziamenti pubblici all'editoria che ho manifestato con questa mail al suo staff:

Oggetto: Dal potere politico a quello economico
Ciao, caro staff di Beppe Grillo, frequento il blog da poco, ma mi sono subito appassionato alle vostre battaglie. In questi giorni mi è venuto un dubbio per quanto riguarda il primo punto del referendum di oggi: "abolizione dei finanziamenti pubblici all'editoria". E' vero che se i giornali non avessero più i finanziamenti pubblici non solo risparmieremmo un sacco di soldi, ma eviteremmo che l'informazione venga gestita dallo Stato, però, non credete che ci sia il rischio che l'informazione vada ancora più di oggi sotto il controllo dei grandi gruppi economici? Il rimedio che voi proponete non è forse peggiore del male?

Attendo una vostra risposta e vi auguro una buona festa alternativa di liberazione!

Spero che mi venga risposto perché fino ad adesso ho avuto fiducia. Posterò qui l'eventuale risposta

lunedì 21 aprile 2008

Il mio nome è Nessuno

Il titolo del post potrebbe far venire in mente il western "Il mio nome è nessuno" di Tonino Valerii, ma la storia che si vuole ricordare proviene da un mondo molto più antico di quello western dove, proprio come nel noto film, essere nessuno a volte era l'unico modo per evitare di avere troppi guai, a meno che uno non se li andasse a cercare...

Troia era stata distrutta dalle armate achee dopo dieci anni di assedio e finalmente tutti gli eroi che capeggiavano i rispettivi eserciti delle varie città che avevano partecipato alla guerra poterono ritornare a casa. Di questi eroi ce ne fu uno che per volere degli dei (si dice che avesse peccato di “iubris”) fu punito vagando per il Mediterraneo e, fatta eccezione per l'isola dei Feaci, tutte le altre isole erano abitate da esseri non comuni.
Una di queste è l'isola dei ciclopi dove Odisseo, alias Ulisse, approdò per fare rifornimento e per raccogliere informazioni. Dopo aver saputo dagli esploratori che non lontano dalla spiaggia vi era un'enorme grotta piena di formaggi, latte e ogni sorta di prelibatezza si apprestò ad andarvi per poter prendere quello che gli serviva barattando il suo vino e se necessario anche una parte del prezioso bottino recuperato dalla vittoria su Troia. L'eroe aspettò nella grotta con i suoi uomini l'arrivo dei pastori, ma rimase sorpreso quando vide che ad ammassare nella grotta tutto quel ben di Dio era stato un solo pastore enorme con un solo occhio in mezzo alla fronte, un ciclope. Il ciclope assolutamente privo di ogni forma di ospitalità (sacra a quel tempo) e di educazione, trovati degli sconosciuti nella grotta, pensò bene di chiuderla con un macigno e di mangiare quei poveracci uno ad uno. Fortunatamente Ulisse, dopo essersi presentato con il nome di Nessuno per non avere problemi dopo la fuga, ebbe l'idea di fare ricorso all'unica cosa che avrebbe potuto salvarlo in quel momento: il vino!
Per uscire dai guai riempì una delle ciotole del ciclope con il suo vino e gliela offrì. Dopo aver bevuto il vino il ciclope si addormentò e Ulisse con i suoi uomini potè accecarlo con un palo ben appuntito. Il ciclope cieco per chiedere aiuto ai suoi fratelli rimosse il macigno che chiudeva il passaggio e così gli Achei poterono scappare legandosi sotto il ventre delle pecore per non farsi riconoscere dalle mani del ciclope che tastavano il dorso. Quando il ciclope Polifemo si accorse che ormai era rimasto solo nella grotta, uscì per chiedere aiuto gridando "Fratelli, Nessuno mi ha accecato!!!"
Riuscite ad immaginare cosa sarebbe successo se Ulisse non avesse avuto con sè il vino?

venerdì 11 aprile 2008

Cuori spezzati

A quanti di noi è capitato di amare senza essere amati? Ho notato che le vittime dell'amore, nonostante la disumanizzazione generale che si avverte nella società e in particolar modo nei ragazzi e ragazzini viziatelli ed egocentrici, continuano ad esserci. Al dire il vero di questi abbattuti se ne vedono a ondate invadere i bar per affogare le sofferenze nell'alcol che in questo modo diventa un cattivo amico, capace di portare sulla cattiva strada...
Per tutti questi cuori spezzati ho deciso di postare qui una canzone di De Andrè che spiega come la vanità di chi rifiuta l'amore sincero, che pur essendo raro e prezioso viene sempre donato, sia un'arma a doppio taglio

lunedì 7 aprile 2008

Per Mariposa (da non confondere con barbie Mariposa)

Avatar
Avatar indicante le sue origni sicule

Da piccola ho imparato che un colpo di lupara non lascia spazio a due interpretazioni. Così per me la lupara è diventata uno strumento di comunicazione globale che uso come si usano i telefonini e che accarezzo come si accarezzano i gattini. Da quando l’ho trovata in un baule in soffitta dimenticata da tutti ho smesso di fischiettare canzoni: non passa giorno senza che i miei pallettoni fischino allegramente per me.
Un giorno passeggiando per le vie del mio paese, mi sono fermata in una bettola dove, prendendo una birretta per digerire una peperonata mangiata poco prima, ho incontrato un gruppo di sciancati (ancora non lo erano, ma lo sarebbero diventati tra breve) che hanno iniziato a darmi fastidio con stupide battute da cafoni. Io impassibile li ignoravo fino a quando, credendo di aver fatto colpo, si sono presa la licenza di chiedermi il mio numero di telefono. Il mio numero è composto da due cifre, la cui esatta pronunzia non potrà mai essere scandita meglio che dalla mia lupara... L’unico del gruppo che è rimasto illeso è un ragazzo che sa correre a zig zag come gli scoiattoli per evitare i pallettoni. Più volte gli ho dato la caccia e, non riuscendo mai a colpirlo, con il tempo ho incominciato ad odiarlo sempre di più, fino a quando un bel giorno durante un inseguimento l’ho finalmente intrappolato in un vicolo senza uscite. Il dito accarezzava il grilletto e io mi preparavo a gustarmi il momento, quando ad un certo punto il tipo ha incominciato ad urlare: “Non è stata colpa mia! Io volevo andare al bowling quella sera!”. A quel punto mi è sembrato che dopo tutto l’offesa fosse vendicata, così l'ho risparmiato. Fu solo il primo passo verso l’abisso: la cacciatrice e la preda si ritrovarono nella stessa rete e adesso i miei pallettoni legati con fili di ferro gli sussurrano nelle orecchie parole d’amore...

domenica 6 aprile 2008

Avventura ebbra di Runnix

In un carnevale di qualche anno fa, mascherato da coccinella, me ne andavo in giro per le strade del mio paese a bussare ai portoni e alle porte nella speranza di poter entrare nelle case di qualche brav’uomo per esibirmi nelle mie divertenti performance di comico improvvisato. Quell’anno però le circostanze mi portarono a bussare, in compagnia di altri amici mascherati, al portone di un vecchietto che poverino viveva in solitudine. Il vecchietto aprì e noi per ringraziarlo iniziammo a fare battute e numeri da cabarettisti. Si divertì talmente tanto che ad un certo punto, mentre eravamo nel suo salotto a pazziare, si alzò per andare a chiudere il portone a chiave! Ci preoccupammo perché non disse una parola. Parlò solo quando, avvicinatosi ad un’anta in cucina l’aprì per cacciare un bel fiasco di vino dicendo: “adesso non ve ne andrete fino a quando questo fiasco di vino non sarà finito”.

Così fu, e io mi ritrovai a barcollare di notte per quella stradina in cerca di un appiglio dopo l’altro per camminare. Ad un certo punto del percorso senza meta, vidi una bella porta bianca che mi ispirò e così andai a bussare. Mi aprì un signore che aveva voglia di ridere, ma non rise affatto quando io entrato in casa mi buttai, forse perché persi l’equilibrio, sulla moglie che stava tranquilla sul divano. Nonostante i miei sforzi l’unica cosa che riesco a ricordare di quei momenti è il volo che il marito mi fece fare dalla porta ancora aperta!

sabato 5 aprile 2008

Qualcuno conosce i Folk Stone?

I Folkstone sorsero agli inizi dell’anno domini 2005 dall'incontro che Ferro e Lore, vecchio compare di sbronze pugliese chiamato Foresi. L’intento di codesta marmaglia fu quello di riportare in vita antiche sonorità immergendole in un intruglio di rock idromelico. Nel primo anno la band cercò di trovare un’intesa ispirandosi alla scena folk metal d’oltralpe pur rimanendo ancorati ad una strumentazione elettrica tradizionale. Verso la fine dell’anno, Lore, armato di insistente determinazione, persuase l’amico saltimbanco Teo ad imbracciare, prima il baghèt, e poi la cornamusa medievale ed insieme cominciarono con tal strumento a cimentarsi fra ance e bordoni. Continua...