martedì 19 agosto 2008

Che ebbri siete?


Pace crescente o distruzione crescente?

Al mondo ci sono due tipi di ebbri: il primo è l'ebbro ribelle, indomabile e passionale poeta come ce ne sono pochi, il secondo è l'ebbro ubriaco di tutti i sentimenti più infimi dell'uomo, privo di valori, affezionato solo agli interessi e privo di senso di responsabilità. Forse nessuno dei due alla fine è un modello da seguire, perché entrambi non adatti a questo mondo. Se però doveste scegliere fra questi due, quale scegliereste?

Bisogna essere ebbri. Tutto qui: è l'unico problema. Per non sentire l'orribile peso del Tempo che vi spezza le spalle e vi piega verso terra, bisogna che v'inebriate senza tregua.
Ma di cosa? Di vino, di poesia o di virtù, a piacer vostro. Ma inebriatevi.
E se a volte, sui gradini di un palazzo, sull'erba verde di un fosso, nella triste solitudine della vostra camera, vi risvegliate e l'ebbrezza è già diminuita o svanita, chiedete al vento, all'onda, alla stella, all'uccello, all'orologio, a ogni cosa che fugge, che geme, che scorre, che canta, che parla, chiedete che ora è; e il vento, l'onda, la stella, l'uccello, l'orologio vi risponderanno: "é l'ora di inebriarsi! Per non essere schiavi martirizzati del Tempo, inebriatevi senza tregua! Di vino, di poesia o di virtù, a piacer vostro".
(Charles Baudelaire)

Da par suo Baudelaire, come potete vedere, apparteneva alla prima schiera di ebbri, esaltando lo stato stesso dell'ebbrezza come unica condizione dell'uomo per sfuggire alla triste consapevolezza dei propri limiti. Oggi, per conto mio, inebriarsi va bene ma bisogna star bene attenti di che che cosa ci si inebria.
Sono decisamente troppe le persone che si inebriano di passioni distruttive per sé e per gli altri: soldi, potere, violenza, sesso, egocentrismo... Infatti l'umanità pare stia andando a carte quarantotto, perdendo di vista quei punti cardinali che sono stati la sua guida in tutta la sua storia. Lo stato di ebbrezza non può e non deve farci dimenticare chi siamo e dove andiamo, non può e non deve farci interrompere quel processo evolutivo che ha portato l'uomo da rozza scimmia ad artefice di opere straordinarie, non può e non deve farci dimenticare la condizione di quanti non riescono ad avere nemmeno la decima parte di quanto è oggetto di godimento distratto da parte di chi è fortunato. L'ebrezza deve invece potenziare la nostra fede in noi stessi e le nostre capacità migliorandoci sempre di più nel processo evolutivo che continuerà fino a che l'uomo riuscirà a neutralizzare la forza distruttiva che è anche dentro di lui

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