domenica 21 settembre 2008

William Shakespeare e Florio Crollalanza

È arrivato il momento di continuare ad arricchire la rubrica (che sta ancora aspettando un nome) dedicata ai misteri. Nel nostro paese ci sono molti dantisti perché Dante è uno dei poeti più amati in Italia. La stessa cosa vale per Shakespeare nel Regno Unito.
Una differenza piuttosto bizzarra fra questi due poeti è che mentre di Dante troviamo interi libri dedicati alla sua biografia che racconta per filo e per segno quasi ogni giorno della sua vita, di Shakespeare non si sa quasi praticamente nulla...
La cosa è molto strana considerando la fama che lo stesso personaggio ha acquisito già quando era in vita e soprattutto considerando la maggiore vicinanza temporale.
Ovviamente sono state fatte delle ricerche che hanno portato ad una prima conclusione alquanto improbabile per motivi abbastanza evidenti: Shakespeare sarebbe il figlio di un guantaio analfabeta e non avrebbe mai visto l'Italia.
Questa favola è andata avanti per un bel pezzo ma gli studiosi moderni non potevano accontentarsi di questa banalità e le ricerche sono continuate facendo dei misteri di Shakespeare una nuova questione omerica dei tempi moderni.
Anche in Italia si è finito col fare delle ricerche su Shakespeare. Questo perché un professore di letteratura italiana, Martino Iuvara di Ustica, facendo delle ricerche su di un tragediografo siciliano minore, Michelangelo Florio Crollalanza contemporaneo di Shakespeare, notò che le sue vicende biografiche sembrano completare e appartenere al celeberrimo drammaturgo inglese.
I primi sospetti sulle possibili origini italiane del poeta ci furono proprio in Italia, nei primi anni '20, quando venne ritrovato un volume di proverbi, "I secondi frutti", scritto nel XVI secolo da Crollalanza. Molti di questi detti erano gli stessi utilizzati da William Shakespeare ne l'Amleto.
Anche alcuni ricercatori inglesi si sono accorti delle coincidenze ed è per questo che in un articolo risalente all'8 Aprile-2000 del The Times, quotidiano londinese, troviamo:
Il mistero di come e perché William Shakespeare sapeva così tanto dell'Italia ed ha messo tanto dell'Italia nelle sue opere "è stato risolto" da un accademico siciliano pensionato: la questione risiede nel fatto che non era affatto inglese, ma italiano. Le biografie del Bardo ammettono che ci sono moltissime lacune nella sua vita, ma attestano che Shakespeare era figlio di John Shakespeare e Mary Arden,che era nato a Stratford-Avon nel mese di aprile 1564, e che sia stato sepolto là nel mese di aprile del 1616. Tuttavia, il professor Martino Iuvara, 71 anni, un insegnante pensionato di letteratura, sostiene che Shakespeare era siciliano, nato a Messina come Michelangelo Florio Crollalanza e che fuggito a Londra a causa della santa inquisizione, perché appartenente al rito Calvinista, cambiò il suo nome nell'equivalente inglese.
Crollalanza o Crollalancia si traduce letteralmente Shakespeare. In un'intervista con il magazine "Oggi" , il professor Iuvara ha detto che la chiave del mistero era il 1564, l'anno in cui John Calvin è morto a Ginevra. Era l'anno in cui Michelangelo è nato a Messina da un medico, Giovanni Florio e una nobildonna chiamata Guglielma Crollalanza, entrambi seguaci di Calvino. L'inquisizione era sulle tracce del Dott. Florio a causa delle sue idee eretiche calviniste, allora la famiglia fuggì a Treviso, vicino Venezia, comprò stranamente casa Otello, proprio come l'Opera, costruita da un mercenario veneziano chiamato Otello che, la leggenda locale diceva, anni prima, avere ucciso, per la sua mal risposta gelosia, la moglie. Michelangelo ha studiato a Venezia, Padova e Mantova ed ha viaggiato in Danimarca, in Grecia, in Spagna ed in Austria. Era diventato amico del filosofo Giordano Bruno, che doveva essere bruciato sul rogo per eresia nel 1600. Bruno, dice lo Iuvara, aveva forti collegamenti con William Herbert, Conte di Pembroke e con il Conte di Southampton. Nel 1588, a 24 anni, Michelangelo si recò in Inghilterra sotto il loro patronato. Sua madre, la Signora Crollalanza, aveva un cugino inglese a Stratford, che prese il ragazzo in casa. Il ramo di Stratford aveva già tradotto il loro cognome come Shakespeare ed aveva avuto un figlio chiamato William, che era morto prematuramente. Michelangelo, dice il professore, ha semplicemente preso questo nome per se stesso, diventando William Shakespeare. 15 delle 37 opere del poeta sono ambientate in Italia.

Effettivamente Crollalanza in inglese si traduce letteralmente Shake= Scrollare e Speare= Lancia quindi Shakespeare, mentre il nome William lo può aver preso, oltre che nel modo spiegato nell'articolo, anche trasformando al maschile il nome della madre Guglielma Crollalanza.
Inoltre Crollalanza, in uno dei suoi viaggi all'estero, pare che si sia innamorato di una ragazza di 16 anni chiamata Giulietta, ma che i membri della famiglia si siano opposti all'unione e Giulietta si sia per questo suicidata...
Si tratta di una contessina di Milano che venne rapita dal governatore spagnolo il quale accusò del sequestro il giovane Crollalanza perché convinto anticalvinista. Dopo il suicidio di Giulietta, Michelangelo fuggì in Inghilterra, assumendo l'identità di un cugino morto prematuramente: il suo nome era William Shakespeare.
D'altronde, anche per i biografi di allora, Shakespeare mostrava di avere un accento decisamente straniero.
Bisogna inoltre prendere in considerazione che fra le opere di Crollalanza ne troviamo una scritta in messinese dal titolo "Troppu trafficu pì nnenti" che potrebbe essere l’originale di "Troppo rumore per nulla" di Shakespeare ambientata a Messina, apparsa 50 anni dopo.
Fuggendo con la famiglia per via delle persecuzioni, si trovò a vivere per un certo periodo a Venezia, ove pare che un suo vicino di casa, moro, uccidesse per gelosia la propria moglie. Su ispirazione di questa storia scrisse una tragedia così come fece Sheakespeare scrivendo l’ "Otello".
Sempre per sfuggire alle persecuzioni cambiò il suo nome e cognome e nasce così William Shakespeare. Probabilmente il suo parente andato in Inghilterra che poi lo accolse era già un "Crollalanza" che aveva tradotto il suo cognome, per cui il compianto figlio, già si era chiamato William Shakespeare. Nelle ricostruzioni biografiche successive il grande poeta e drammaturgo verrà ritenuto essere il terzo degli otto figli di John Shakespeare. Venuto improvvisamente dal nulla, senza luogo né data di nascita (sappiamo quando è nato Shakespeare solo perché ce lo ha detto lui), ed impostosi prepotentemente, soprattutto a Londra, alla ribalta quale drammaturgo ed attore, genera presto curiosità e scalpore, che lo inducono ad irrobustire la sua seconda identità, per non essere scoperto dai suoi persecutori.
Si sa che William Shakespeare frequentasse a Londra un Club. In quel Club, però, non risulta registrato fra i soci, mentre, invece, vi risulta registrato Michelangelo Florio. È noto che la povera biografia di Shakespeare, raffrontata alla cospicuità della sua opera teatrale, è stata la causa per cui molti studiosi sono arrivati a negare la sua esistenza ritenendolo un prestanome di personaggi più famosi. Della sua vita non solo non sappiamo niente, ma quello che sappiamo è stato alterato sempre più dagli abbellimenti leggendari che, di volta in volta, sono stati costruiti sulla sua figura. Un Florio Giovanni (Londra 1553 - 1625), umanista inglese di padre italiano ed autore di un dizionario inglese-italiano, fu certamente conosciuto da Shakespeare, che dimostra chiaramente, nelle sue opere, di aver letto le raccolte di dialoghi First Fruits (1578) e Second Fruits (1591) di Giovanni Florio. La differenza di età tra questi due personaggi esclude, comunque, che si potesse trattare di padre e figlio.

Questa storia è molto interessante perché sembra dare finalmente risposta a tutte quelle domande a cui la biografia ufficiale di Shakespeare non dà risposta: come faceva il figlio di un guantaio, come dice la storia ufficiale, a possedere l'immensa cultura che Shakespeare dimostrò nelle materie classiche? Come poteva, un poeta inglese, e per di più a quei tempi, descrivere fedelmente luoghi, paesaggi e persone italiane, così come li ritroviamo in ben 15 delle 37 opere del sommo William? E perché la biblioteca non è mai stata messa a disposizione dei biografi?
C'è motivo di credere che Shakespeare facesse una prima stesura delle sue opere in lingua italiana e che solo in un secondo momento venissero tradotte in inglese. Però si potrà accertare solo quando sua la biblioteca sarà resa pubblica

Queste sono solo alcune delle domande a cui la storia ufficiale non riesce a dare risposta...

Fonti principali: Gran Mirci Messina, Il vero

6 commenti:

  1. Cavoli, sono senza parole!
    Devo fare qualche ricerca, voglio saperne di più a riguardo ^_^

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  2. complimenti!!!davvero un grande articolo ke spiega minuziosamente questa tesi ke, a mio parere, è piuttosto realistica! Bisogna però fare i conti con il patriottico popolo britannico ke farebbe di tutto affinkè una simile verità restasse insabbiata...Di nuovo complimenti!

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  3. avevo visto una puntata di voyager in proposito ed ero rimasta molto colpita anche se ancora un po' dubbiosa perchè, si sa,a volte voyager esagera! questo articolo però così lineare e concreto mi ha definitivamente convinta: shakespeare è siciliano! come meeeeee!

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  4. Molto carino, peccato che le date non coincidano affatto. La biografia di Michelangelo, figura di primo piano della Riforma in Italia, è perfettamente conosciuta. Le attenzioni vanno caso mai riferite al figlio John, grande scrittore elisabettiano, oggetto di studio di Giulia Harding, Saul Gerevini e Lamberto Tassinari dell'università di Montreal.

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  5. Per l'anonimo che ha scritto il 21 maggio 2011:

    Il Michelangelo Florio di cui parli tu è un'altra persona... padre di John Florio, letterato coltissimo famoso per le sue straordinarie traduzioni e per avere creato il primo vocabolario inglese/italiano con 74.000 vocaboli.

    Mchelangelo Florio (Crollalanza cognome della madre) è nato a Messina lo stesso anno in cui è nato William Shakespeare, figlio di Giovanni Florio (medico) e di Guglielma Crollalanza. Sicuramente le due famiglie Florio erano imparentate.

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  6. Giuseppe, grazie per la precisazione. Mi sono dimenticato di rispondere a suo tempo anche perché mi ero ripromesso di fare maggiori ricerche, solo che non ho mai avuto tempo in quanto un'indagine approfondita richiederebbe diversi mesi...

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