mercoledì 22 ottobre 2008

Contro l'ignoranza di regime

LA SPERANZA HA DUE BELLISSIMI FIGLI: LO SDEGNO E IL CORAGGIO.
LO SDEGNO PER LE COSE COME SONO, IL CORAGGIO PER CAMBIARLE. (AGOSTINO DI IPPONA)

Le cose non accennano a migliorare: la Riforma Gelmini, con la l. 133/2008, di sicuro non nasce da uno studio dell’esistente bensì dalla mera esigenza di tagli che cadono come una mannaia sul sistema scolastico ed universitario.
Si può intravedere un progetto educativo e formativo in tutto questo? A prima vista no, ma andando un po’ più a fondo, sì: far in modo che le porte dell’università si aprano solo per i più abbienti.
Italia al cappio
Italia al cappio!
Si sta giocando in maniera sconsiderata con il nostro futuro e con il futuro della società stessa!
Il ministro Gelmini e i suoi consiglieri non si rendono conto che riducendo i finanziamenti pubblici e aumentando i costi a carico degli studenti non ottengono automaticamente il miglioramento della qualità della formazione universitaria, in quanto con i loro “interventi” non viene toccato nessuno dei punti di sofferenza del sistema universitario, ma ottengono solo di renderlo asfittico.
Nel momento in cui non tutti possono accedere a tutti i gradi dell’istruzione in Italia perdiamo un’altra importante fetta di democrazia!
Perché gli autori della cosiddetta riforma Gelmini non si confrontano, prima di decidere, con chi vive i problemi in prima persona e quindi può meglio individuare le soluzioni? Invece preferiscono mandarci la polizia in tenuta antisommossa.
In questa situazione di emergenza è diritto-dovere di chi lavora e studia nell’università non solo protestare, ma anche fare delle proposte che mirino ad elevare la qualità della formazione universitaria, sanando anche gli sprechi e le disfunzioni che innegabilmente esistono. L’università ne è certamente capace anche se non diventa una fondazione.
Perché lo Stato si scaglia sempre sul più debole, in questo caso la scuola e l’università, invece di agire sugli sprechi in atto in altri settori, in cui i tagli più che dovuti potrebbero fare solo del bene all’economia e alla società? E’ evidente: lì agiscono poteri ben più forti dove gli interessi dei singoli prevalgono sul benessere della collettività. Ci si riferisce ad esempio ad enti come le Province, gli enti di bonifica e in generale ai finanziamenti pubblici clientelari...

documento pdf Scarica da qui il Manifesto anti Gelmini in formato pdf

Nessun commento:

Posta un commento

Scrivi i tuoi commenti con la semplicità e la sincerità di un ebbro