lunedì 9 marzo 2009

Parlamentari condannati della XVI Legislatura

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Il nostro è un paese dove a legiferare sono coloro che dovrebbero stare in galera. Questi non sono politici ma criminali il cui unico scopo è agire nei propri interessi fregandosene della giustizia e del popolo italiano.
Il mal costume politico fatto di favoritismi e tanta corruzione che regna sovrano in Italia e che ha portato al crollo della prima repubblica, oggi mira alla corruzione non solo delle istituzioni, ma della Costituzione stessa con dei pretesti vergognosi come quello della riforma della giustizia.

Con che coraggio questi signori, Berlusconi e chi come loro parlano di riforma della giustizia quando loro devono essere i primi a stare in galera? E' fin troppo evidente che dalle loro riforme non ci potremo mai aspettare qualcosa di buono.



Il Popolo della Libertà

  1. Massimo Maria Berruti: 8 mesi definitivi per favoreggiamento nel processo tangenti Guardia di Finanza.
  2. Vito Bonsignore: condannato definitivamente a 2 anni per tentata concussione nello scandalo delle tangenti per il nuovo ospedale di Asti.
  3. Gianpiero Cantoni: ha patteggiato 2 anni di reclusione per corruzione e concorso in bancarotta e risarcito 800 milioni di lire.
  4. Giuseppe Ciarrapico - Senatore: 623500 lire di ammenda per ripetuto sfruttamento di lavoro minorile. 3 anni per ricettazione fallimentare nell'ambito del crack di 70 miliardi della società che controllava la «Casina Valadier». 4 anni e 6 mesi per bancarotta fraudolenta nell'ambito del crack del Banco Ambrosiano. Un anno e 8 mesi per truffa pluriaggravata a danno di Inps, Inail e Inam per non aver registrato nei rispettivi libri paga i salari dei dipendenti delle società. Un anno (con rito abbreviato) per falso in bilancio e truffa nell'ambito dello scandalo Safim Leasing-Italsanità, in cui la Safim Factor cedette a Ciarrapico vari miliardi di lire ricavati con falsi crediti dopo aver affittato suoi immobili in Italsanità.
  5. Marcello De Angelis: condannato in via definitiva a 5 anni di carcere per banda armata e associazione sovversiva come dirigente e portavoce del gruppo neofascista Terza Posizione.
  6. Marcello Dell'Utri: condannato definitivamente a Torino a 2 anni e 3 mesi per false fatture e frodi fiscali nella gestione di Publitalia (reato per cui fu arrestato per 18 giorni nel maggio 1995 e poi patteggiò la pena in Cassazione).
  7. Renato Farina - Deputato: patteggia una pena di 6 mesi di reclusione per favoreggiamento nel sequestro di Abù Omàr, l’imam egiziano rifugiato in Italia, sequestrato a Milano il 17 febbraio 2003 dalla Cia con l’aiuto del Sismi, trasportato nella base americana di Aviano e di lì deportato in Egitto, dove fu torturato per sette mesi.
  8. Giorgio La Malfa: condanna definitiva a 6 mesi e 20 giorni per il finanziamento illecito della maxitangente Enimont.
  9. Domenico Nania: arrestato per 10 giorni e poi condannato in via definitiva a 7 mesi per lesioni personali legate ad attività violente nei gruppi giovanili di estrema destra (fatti dell’ottobre 69, sentenza emessa nel 1977 e divenuta definitiva nel 1980
  10. Giulio Camber: condannato a 8 mesi e 300 euro di multa sospesi con la condizionale per millantato credito. La Cassazione ha infatti stabilito che il senatore, nel 1994, si fece dare cento milioni di lire dalla banca Kreditna che era sull'orlo del fallimento. L'avvocato, all'epoca deputato di Forza Italia, aveva intascato la somma dicendo che gli serviva per "comprare il favore di pubblici ufficiali" negli "ambienti romani" ed evitare il commissariamento dell’istituto di credito.
  11. Salvatore Sciascia - Senatore ed ex-Manager della Fininvest: 2 anni e 6 mesi per corruzione di ufficiali e sottoufficiali della Guardia di Finanza, allo scopo di alleggerire le verifiche fiscali della Fininvest.
  12. Antonio Tomassini: medico chirurgo, è stato condannato in via definitiva dalla Cassazione a 3 anni di carcerazione per falso in certificazione riguardo ad una cartella clinica.

Lega Nord

  1. Mario Borghezio: condannato in via definitiva per incendio aggravato da "finalità di discriminazione", per aver dato fuoco ai pagliericci di alcuni immigrati che dormivano sotto un ponte di Torino, a 2 mesi e 20 giorni di reclusione commutati in 3040 euro di multa.
  2. Umberto Bossi: condannato in via definitiva a 8 mesi di reclusione per 200 milioni di finanziamento illecito dalla maxitangente Enimont. Bossi è stato in seguito condannato per il reato di vilipendio alla bandiera italiana per averla in più occasioni, il 26 luglio e il 14 settembre 1997, pubblicamente offesa usando, nella prima occasione la frase "Quando vedo il tricolore mi incazzo. Il tricolore lo uso per pulirmi il culo", nel secondo caso, rivolto ad una signora che esponeva il tricolore, "Il tricolore lo metta al cesso, signora", nonché di aver chiosato "Ho ordinato un camion di carta igienica tricolore personalmente, visto che è un magistrato che dice che non posso avere la carta igienica tricolore". Per la prima affermazione, Bossi è stato condannato il 23 maggio 2001 ad un anno e quattro mesi di reclusione, con la sospensione condizionale della pena; il 15 giugno 2007 la Prima sezione penale della Cassazione, respingendo il ricorso presentato dalla difesa, lo ha condannato in via definitiva. Per il secondo evento si è ricorso alla Camera, nel gennaio 2002, che non ha concesso l'autorizzazione a procedere nei confronti di Bossi (allora ministro delle Riforme) per l'accusa di vilipendio alla bandiera, ma la Consulta ha annullato la delibera di insindacabilità parlamentare, nella sentenza 249 del 28 giugno 2006. All'inizio del 2006 la pena prevista per il reato di opinione è stata modificata, dall'originaria detentiva (che prevedeva fino a tre anni di reclusione), ad una pecuniaria (multa fino al massimo di 5000 euro). Bossi ha chiesto poi che anche la multa gli venisse tolta, in quanto europarlamentare, ma la Cassazione ha rigettato il ricorso confermando la condanna a pagare 3000 euro di multa.
  3. Roberto Maroni: condannato definitivamente a 4 mesi e 20 giorni per resistenza e oltraggio a pubblico ufficiale durante la perquisizione della polizia nella sede di via Bellerio a Milano.

Unione dei Democratici Cristiani e di Centro

  1. Giuseppe Naro - Deputato: condannato in primo grado a 3 anni e in Cassazione a 6 mesi definitivi di reclusione (erano 3 anni in primo grado) per abuso d’ufficio nel processo per l’acquisto con denaro pubblico di 462 ingrandimenti fotografici, alla modica cifra di 800 milioni di lire.

Partito Democratico

  1. Enzo Carra: una condanna in via definitiva per false dichiarazioni al pubblico ministero. Per i giudici, Carra è un falso testimone che, con il suo «comportamento omertoso» e la sua «grave condotta antigiuridica», ha tentato di «assicurare l’impunità a colpevoli di corruzione, falso in bilancio e finanziamento illecito» nel caso Enimont. Parola del Tribunale e della Corte d’Appello di Milano, nonché della Cassazione, che l’hanno condannato prima a 2 anni e poi a 1 anno e 4 mesi (grazie allo sconto del rito abbreviato) di carcere.
  2. Antonino Papania - Deputato ed ex-Assessore al Lavoro in Regione Sicilia: 2 anni, 20 mesi e 20 giorni patteggiati per abuso d'ufficio volto alla compravendita di posti di lavoro per ex-detenuti disoccupati, per conto di alcuni esponenti del sindacato Failea.

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