domenica 12 aprile 2009

Padova, 7 giugno 1984

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Enrico Berlinguer è stimato a livello mondiale. Un uomo onesto che ha saputo guidare un partito per 12 anni insegnando ai suoi compagni cosa veramente doveva essere la politica. Si è distaccato dal comunismo cubano e sovietico costruendo il modello socialista applicabile in Italia che purtroppo non ha potuto attuare per la sua morte precoce. Voleva fare il compromesso storico insieme ad Aldo Moro ma poi sono morti tutti e due, prima Moro ucciso dalle BR su probabile richiesta degli USA e poi Berlinguer che mentre ad un comizio a Padova si apprestava a pronunciare la frase "Compagni, lavorate tutti, casa per casa, strada per strada, azienda per azienda" venne colpito da un ictus. Evidentemente provato dal malore, continuò il discorso fino alla fine, nonostante anche la folla, dopo i cori di sostegno, urlasse "basta, Enrico!". Le persone che lo stavano ascoltando lo trasportarono in albergo dove si addormentò sul letto della sua stanza, entrando subito in coma. Morì dopo qualche giorno...

Benigni riguardo a quest uomo disse: "Il dono breve e discreto che il cielo aveva dato a Berlinguer era di unire parole ad uomini, ora la sua voce è sparita e se è vero, come dice il poeta, che la vita si spegne in un falò di astri in amore, in questi giorni è bruciato il firmamento". Come scrisse Biagi, è stato uno dei pochi politici italiani a mantenere sempre la parola data.

Testo del discorso:
Comunismo e democrazia

Ancora una volta si è dimostrato che non è possibile in Italia salvaguardare le istituzioni democratiche se si escludono i comunisti e questo non perché esista il così detto potere di veto, di cui va cianciando qualcuno, del partito comunista verso i governi e verso i provvedimenti che non gli sono graditi. Ma per una ragione più profonda: il partito comunista ha assunto e difeso una funzione di garante democratico. Chi voglia escludere il partito comunista, chi voglia governare contro questo partito che rappresenta da solo un terzo dell’elettorato, ma anche la parte maggiore della popolazione attiva, lavoratrice, impegnata, giovane, porta dei risultati: il dissesto e il caos che in queste ore sono sotto gli occhi di tutti. È questo il motivo principale per cui noi riteniamo di poter chiedere con tranquilla coscienza il voto anche ai militanti e agli elettori del partito socialista, anche ai cattolici democratici, a una parte grande degli stessi democristiani e a quanti sentono che siamo arrivati ad un momento in cui tornano in gioco le questioni essenziali della libertà e della democrazia.

Le battaglie dei comunisti italiani

I comunisti hanno dimostrato anche negli ultimi mesi di sapersi battere per garantire la libertà e i diritti democratici non solo per se stessi in quanto opposizione, ma per tutti: anche per chi non è comunista, anche per chi è avversario dei comunisti. Vorrei rivolgermi a voi cittadini di Padova con qualche parola su di voi e sulla vostra vita. Negli anni scorsi si è molto parlato di Padova in Italia per le tormentate vicende che essa ha vissuto in conseguenza della concentrazione di forze terroristiche che qui si sono formate e per la lotta ampia e tenace contro di esse condotta dalle forze vive della città. In questa lotta è stata decisiva l’alleanza tra i lavoratori e le forze della cultura e dell’università, decisivo è stato il ruolo dei comunisti padovani. Proprio quella grande lotta democratica contro l’eversione ha rivelato a Padova la presenza di grandi energie dinamiche, progressiste sia in campo laico che in campo cattolico. In primo luogo quella della tradizione universitaria laica e della libera ricerca: espressione nei secoli di un pensiero che non si piega ai dogmatismi e ai fanatismi. Qui a Padova nello studio che fu di Galileo e di altri grandi pensatori vi è una delle radici culturali che dà ragione della rigorosa azione svolta dalla interattualità e dall’università dell’antifascismo e della guerra di liberazione nazionale [...] In nome dei comunisti Eugenio Curiel e insieme a quelli di Silvio Trentin e di Egidio Meneghetti che sono un’emblematica testimonianza
[...]E c’è la Padova dei giovani. Nella vostra città ci sono 50.000 studenti universitari e decine di migliaia di studenti neri che si trovano spesso ad affrontare gravi e pesanti problemi: quelli dei servizi, della qualità dello studio, del funzionamento delle strutture scolastiche, della vita culturale e associativa e della liberazione dalla tossicodipendenza. Problemi che sono ben lungi dall’essere risolti e invece nel mondo giovanile vi sono immense energie e potenzialità. In esso è più che mai viva l’esigenza di prospettive, di cambiamenti, di un futuro per il quale valga la pena lavorare, studiare e lottare.

L'Italia dei valori e del rinnovamento da contrapporsi alla P2

Le lente forze del tradizionale notabilato democristiano non sono più capaci di offrire punti di riferimento, né di suscitare energie ripiegati come sono su se stessi, in particolare dopo la sconfitta subita in giugno dell’anno scorso dalla democrazia cristiana. Nel mondo cattolico però si sviluppano e si esprimono sensibilità e iniziative: si pensi al movimento unico nel suo genere del pastorale del lavoro come gruppi che operano per la pace che si manifestano in modo autonomo rispetto alla vecchia area democristiana. E bene a tutte queste forze della cultura, della scienza, del lavoro, del mondo giovanile e a quelle più vive e aperte della realtà cattolica i comunisti indicano la prospettiva di pace in Europa e nel mondo, di risanamento e trasformazione del nostro paese, di rinnovamento della politica e dell’organizzazione della società in una salda garanzia di democrazia e di libertà. Votando partito comunista italiano si contribuisce a portare in Europa un’Italia diversa da quella a cui l’hanno ridotta i partiti che l’hanno governata finora e che la governano tutt’ora. Contribuisce a portare in Europa non l’Italia della P2 ma l’Italia pulita, democratica… L’Italia dei lavoratori che hanno detto e dicono no al decreto sulla scala mobile. L’Italia della grande manifestazione a Roma del 24 marzo, l’Italia delle forze sane della produzione, della tecnica, della cultura, l’Italia delle donne che vogliono cambiare la società non solo per acquisire una parità dei diritti effettiva dell’accesso al lavoro, alle professioni, alle carriere, ma a fare parte nella società con le doti generali di cui esse sono le peculiari portatrici dopo secoli di oppressione e di emarginazione. Ed ora compagne e compagni vi invito ad impegnarvi tutti in questi pochi giorni che ci separano dal voto con lo slancio che sempre i comunisti hanno dimostrato nei momenti cruciali. Lavorate tutti casa per casa, azienda per azienda, strada per strada dialogando con i cittadini con la fiducia… Presentandoci per quello che siamo stati e siamo è possibile conquistare nuovi e più vasti consensi alle nostre liste, alla nostra causa che è la causa della pace, della libertà, del lavoro, del progresso della nostra civiltà.

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