domenica 25 dicembre 2011

In merito al massacro di lavoratori in Kazakistan

Qualche giorno fa c'è stata la celebrazione del 20°anniversario dell'indipendenza del Kazakistan. Durante una manifestazione di protesta per chiedere salari migliori, in occasione della celebrazione, è stata compiuta un'atroce mattanza di lavoratori, prevalentemente dell'industria petrolifera, da parte di un governo tiranno e corrotto, al servizio delle grandi potenze. Si può solo sperare che anche se l'opinione pubblica occidentale (purtroppo l'unica a contare qualcosa) è all'oscuro di quello che avviene in Kazakistan, cessi al più presto la repressione di un popolo che manifesta sempre più il desiderio di libertà e diritti...

Ecco come i sicari in divisa di Nazarbayev sparano sui lavoratori in lotta

Leggi: "Massacro di lavoratori in Kazakistan, esprimiamo la nostra solidarietà!"

lunedì 19 dicembre 2011

Letterina da parte di Babbo Comunista indirizzata al prof Monti!

Siamo arrivati a Natale e quest'anno c'è stata un'inversione delle parti, perché pare proprio che sia stato un Babbo Natale in versione comunista a scrivere una bella letterina in rima baciata a Mario Monti, chiedendo quello che ormai quasi  tutti gli italiani (escludendo i soliti noti) desiderano invano: uscire da una crisi di cui non hanno colpa ma che devono pagare al posto dei veri responsabili!

Caro professor Monti,
in questo momento non quadrano i conti.

 Da un po' di tempo ti stiamo osservando
ci chiediamo:"Ma dove stai andando?"

Niente doni per te quest'anno
poiché agli italiani stai facendo un danno

Siamo indignati e ti facciamo un cazziatone
per te in arrivo una montagna di carbone.

Lo sappiamo non siamo una banca
ma ti ordiniamo qualcosa, se non ti stanca:

per avere equità e abbattere l'evasione fiscale
bisogna aggiungere una patrimoniale

tanto si può recuperare
dimezzando la casta parlamentare

e se le spese militari tagliamo
più fondi all'istruzione rendiamo.

Non tagliare le pensioni
ma dei precari migliora le condizioni!

Per l'Italia questa è la ricetta
che speriamo la renda perfetta.


                                                                 Con affetto Babbo Comunista...
                                                             ..."che non ti perde mai di vista!"



Fonte: Partito della Rifondazione Comunista -  SALERNO

domenica 11 dicembre 2011

Servizio Iene su truffa con schema Ponzi


Mi è già capitato di parlare dello schema Ponzi, una forma di piramide più evoluta della così detta catena di S. Antonio che innesca un meccanismo perverso in cui gli ultimi ad entrare nell'attività perdono tutti i soldi investiti per poter lavorare. Le iene hanno dedicato un servizio a questo tipo di attività svelandone i meccanismi di adescamento delle persone e la violazione in via etica della legge 173/2005.
Chi conosce il lavoro di Agente Avatar noterà sicuramente che per affiliare nuovi agenti all'interno della piramide si usano gli stessi trucchi di martellante pressione psicologica mostrati nel servizio delle Iene.

mercoledì 23 novembre 2011

Conferenza stampa FIOM del 22 novembre


Non c'è nulla da fare, è sempre stato così: quando i diritti dei cittadini di un paese industrializzato cominciano a venir meno perché i rapporti di forza tra capitale e lavoro cambiano, gli operai (anche se meno numerosi di un tempo) sono sempre i primi a risentirne e subito dopo segue il resto della società.

Referendum abrogativo dell'art.8 legge 148/2011
Assemblea aperta il 26 novembre. Teatro Valle. ore 10.00. Via Teatro Valle 23/A - Roma (pdf)

giovedì 17 novembre 2011

Scintille a Matrix nella puntata "politica e complotti"

 
Ho appena deciso di aggiungere all'elenco dei siti consigliati del mio blog quello di Paolo Barnard perché ho capito che si tratta di un tipo che crede veramente in quello che fa e dice, per quanto possa sembrare assurdo, motivato dalla sola forza della ragione! L'ho capito dopo la puntata di Matrix intitolata "politica e complotti" del 15 novembre che mi ha entusiasmato e sbalordito e che consiglio a tutti di vedere. Ho percepito la tensione sin dal primo istante in cui per caso mi sono sintonizzato su canale 5. Il mio entusiasmo è derivato dal sentire la verità tempestosa rompere ogni argine e straripare negli studi di Matrix trasformati in una trincea. È stato quasi come vedere un'incontenibile scintilla illuminare l'immenso buio dell'universo mediatico italiano. Ad un certo punto ho avuto il sospetto che più di uno tra Bechis, Gannino, Merlino, Costamagna ed il conduttore Vinci si pulisse la schiuma dalla bocca approfittando del cambio inquadratura...

lunedì 14 novembre 2011

Il "complotto del signoraggio bancario": una bufala colossale!

Quando si cerca su you tube o su siti internet informazioni relative al signoraggio bancario, sovente ci si imbatte in questo tipo di video:


Un video molto bello di quasi mezzora, con degli accurati richiami alla prestigiosa analisi socio-economica del comico Beppe Grillo. Anche il tono di voce alla Fight Club di chi spiega i meccanismi del signoraggio bancario è particolarmente ipnotico. Il video è però incompleto perché alla fine nessuno dice che si tratta di una bufala! Pur esistendo molti i siti che si preoccupano di smascherare le bufale di internet, sono pochi quelli che si occupano del signoraggio bancario (eccone uno) perché di fatto per poter smentire una tale bufala bisogna avere una vera conoscenza di come si crea la moneta all'interno di un paese e dei meccanismi economici che la regolano. In poche parole servono monetaristi ed economisti, insomma gente che ha studiato la materia, proprio quella categoria professionale di cui i sostenitori del complotto del signoraggio di fatto non dispongono!
D'altra parte il sottoscritto, come in realtà la maggior parte delle persone, ha sempre sentito una nota stonata nel complotto del signoraggio bancario, solo che non aveva gli strumenti di indagine per poter verificare di persona e smentire punto per punto tutti gli assunti dei così detti "complottisti del signoraggio", ma fortunatamente Paolo Barnard, un giornalista free lance molto bravo, ha deciso di occuparsene. Ecco la sua introduzione all'argomento:
Dal sito www.paolobarnard.info:
Ero partito per affrontare il presunto ‘complotto del signoraggio bancario’, dove si afferma che i debiti pubblici delle nazioni sviluppate sarebbero il frutto della truffa delle Banche Centrali che cedono la moneta circolante ai governi in cambio di titoli di Stato, cioè se la farebbero pagare euro su euro (o dollaro su dollaro ecc.) con debito pubblico, anche se a loro costa nulla stamparla o emetterla. Questo all’insaputa dei cittadini che affonderebbero così nel debito perenne. Le Banche Centrali, poi, occulterebbero i profitti ciclopici che ne traggono, con la complicità delle banche commerciali, le quali partecipano alla trama a piene mani attraverso un loro particolare signoraggio. Vi sarebbe infine una congiura del silenzio intorno a questo tema, tale da rendere pressoché impossibile ottenere opinioni autorevoli da chiunque, eccetto naturalmente alcuni signoraggisti noti, e qualche sparso personaggio del mondo degli affari. Addirittura è stato affermato che alcuni eccellenti furono assassinati mentre tentavano di ostacolare quella rapina monetaria (Lincoln, Kennedy).

venerdì 28 ottobre 2011

Un nuovo mestiere già in crisi grazie al comma 29 del DDL intercettazioni

Sì è già parlato del comma 29 del DDL intercettazioni che prevede la possibilità, da parte di chi vede utilizzato in modo offensivo e diffamatorio il proprio nome all'interno di un articolo, di richiedere una rettifica al sito internet che lo contiene, anche solo con una semplice email. La rettifica deve essere attuata entro 10 giorni indipendentemente da quale sia la verità, pena una multa molto salata. Come si è già detto tale norma serve a completare la manovra di censura sulle losche faccende della politica italiana agli onori della cronaca grazie in prevalenza alle intercettazioni telefoniche. Se questa norma dovesse essere approvata, oltre a mandare in crisi Wikipedia e tutti i siti che si occupano essenzialmente di notizie ed attualità, non ci sarebbe più bisogno dell'essenziale e a dir poco provvidenziale lavoro svolto da società come la Secret Key di Roma o la Extrapola di Rimini, che fino ad oggi, insieme a poche altre società italiane, si sono preoccupate di ripulire la web reputazione di politici e personaggi pubblici in generale. Per chi non lo sapesse, fino a qualche tempo fa, per qualche assurdo motivo, si riteneva che la reputazione fosse essenziale per la carriera di un politico. Alcuni infatti sostenevano e ancora oggi sostengono che l'elettorato possa essere influenzato nel votare Caio piuttosto che Tizio se su internet circolano notizie negative di corruzione e inchieste su Tizio. Questa però, almeno in Italia, è solo una chimera dal momento che circa l'80% della popolazione o si informa esclusivamente attraverso televisione e giornali cartacei o è disinteressata alla politica. Se non fosse così non si spiegherebbe ad esempio come mai il PdL nei sondaggi veritieri e non farlocchi del partito, sia ancora uno dei maggiori partiti italiani. Coloro che vanno a cercare notizie nei blog e nei forum, che paragonati alle grandi testate online e alla loro affluenza di internauti sono solo piccolissimi rivoli, rappresentano una piccola parte della popolazione, il cui voto è già andato perduto da anni per la losca/cosca politica che sovrasta l'attuale scenario politico italiano, composto da personaggi con qualcosa da nascondere sul proprio passato. Purtroppo, però, gli internauti rappresentano solo una parte ininfluente dell'elettorato che oggi confluisce in prevalenza nel movimento a cinque stelle e nella federazione della sinistra, elettorato a cui è sufficiente sapere che il politico Caio ha militato nel PdL o nel PD per nutrire nei suoi confronti una viscerale diffidenza anche se fosse una persona fino a prova contraria onesta.

lunedì 24 ottobre 2011

Le classi sociali e la lotta di classe esistono?

Per motivi che sfiorano il complottismo, le persone molto ricche hanno svariate agevolazioni fiscali e spesso in termini di percentuale pagano meno tasse di chi non ha un reddito. Se a questo si aggiunge che la parte più ricca della popolazione occidentale è anche quella che evade di più il fisco, si possono fare un paio di deduzioni che mai nessuno avrebbe potuto immaginare: la prima è che la nostra è una società diseguale dove chi ha tanto vuole avere sempre di più a discapito di chi ha poco e rischia di non avere più niente; la seconda è che il valore della vita di ogni singolo individuo è legato più che altro al suo patrimonio.
Warren Buffett, un imprenditore statunitense molto noto, ad esempio ha un patrimonio stimato di 47 miliardi di dollari e come tutti anche lui paga le tasse, solo che, come da lui stesso dichiarato e per questo "richiamato" dalla gente di Wall Street, mentre la sua segretaria con uno stipendio da qualche migliaio di dollari al mese paga circa il 40% di tasse, lui ne paga solo il 17% su un reddito imponibile di circa 40 milioni di dollari all'anno, che quindi corrispondono a circa 7 milioni di dollari di tasse. Anche ipotizzando per assurdo che questo signore non sia una di quelle persone facoltose che non dichiarano di avere e spesso ammassano i loro capitali all'estero in qualche paradiso fiscale per far abbassare il loro reddito imponibile, oggettivamente bisogna riconoscere che se lui e i pochi altri nella sua stessa condizione pagassero qualche milione in più di euro di tasse, non scenderebbero in piazza milioni di persone di tutto il mondo a protestare come nel caso degli indignados. Fatta questa sacrosanta considerazione, ciò che io reputo estremamente interessante è che le affermazioni di Buffett non si sono solo limitate ad un discorso di tasse: egli infatti ha aggiunto che «la lotta di classe esiste, ed è la mia classe, la ricca (quelli che si appropriano del lavoro altrui ndr), a scatenarla e vincerla».

giovedì 20 ottobre 2011

Il mondo finirà domani! Lo dice Harold Camping

Non è la prima volta che vi dico quanto sia vicina la fine del mondo! I liberi interpretatori dei testi sacri di ogni religione mai concepita dall'uomo, compresa ogni genere di eresia e succursale religiosa, stanno facendo a gara a chi sputa più date apocalittiche. C'è sia chi fa un po' più il cauto affermando che la fine del mondo è lontanissima, ovvero tra poco più di un anno, sia chi invece afferma che la fine del mondo è questione di ore, come un certo Harold Camping che ha fissato il giorno della fine al 21 ottobre del 2011. Questo signore, ingegnere di religione protestante ormai novantenne, già in passato ha affermato di aver eseguito complicati calcoli giungendo alla conclusione che la fine del mondo sarebbe dovuta avvenire il 6 settembre 1994. Forse però in quel caso si riferiva all'anno della prima elezione di Berlusconi che, pur essendo considerato un evento catastrofico, riguarda solo l'Italia e non tutto il mondo. Fu quindi costretto ad ammettere che evidentemente aveva fatto qualche errore di calcolo e si rimise al lavoro questa volta affermando che l'inizio del giudizio universale ci sarebbe stato il 21 maggio 2011, perché proprio in quel giorno erano trascorsi esattamente 7000 anni dal diluvio universale e che, siccome tale numero per un motivo o per un altro porta sfiga o forse piace tanto a Dio, allo scattare della mezzanotte del 21 maggio avrebbe dovuto avere inizio il giudizio universale per i cristiani nel mondo, mentre il resto della popolazione (di fedi non cristiane) sarebbe rimasta a patire sulla terra atroci sofferenze, convivendo con continui maremoti e distruttivi ed apocalittici terremoti. I seguaci del predicatore consapevoli che la fine del mondo stava per arrivare si prepararono all'evento apocalittico: in America si stamparono t shirts con la scritta "21 maggio 2011", si decorarono le automobili con le scritte "Il ritorno di Cristo: 21 maggio 2011", si inaugurarono siti web, si scrisse sui muri e tante altre cose, ma pare che non sia successo proprio niente.

martedì 18 ottobre 2011

Le prime ricostruzioni della manifestazione

In questi tre video c'è la ricostruzione della manifestazione degli indignados italiani del 15 ottobre a Roma secondo serviziopubblico.it, il sito della nuova trasmissione diretta da Michele Santoro: Comizi d'Amore.



domenica 16 ottobre 2011

Black bloc ed indignados a Roma il 15 ottobre

La manifestazione di ieri è stata una delle più violente a cui abbia mai partecipato. Molti immaginavano che ci sarebbero potuto essere degli scontri e così negli autobus organizzati per la manifestazione si distribuivano mascherine, occhialini e colliri per non essere intossicati ed accecati dai fumogeni che la polizia avrebbe potuto sparare sulla folla. Questo è stato fatto non certamente per incitare i manifestanti ad andare contro le forze dell'ordine, ma semplicemente per tutelare coloro che, consapevoli del possibile rischio di scontri tra dissidenti violenti e polizia e la possibilità di venirne coinvolti, non volevano comunque rinunciare al proprio diritto di manifestare. C'è persino chi ha avuto il coraggio di dire che distribuire gocce per gli occhi è un comportamento sconsiderato perché in questo modo si tollera la violenza e se si era a conoscenza della possibilità di scontri, si doveva fare ricorso ad altre forme di manifestazione meno pericolose (quali sarebbero meno pericolose di una passeggiata? Forse restare a casa e cliccare in massa "mi piace" ad un link su facebook), oppure rinunciare a partecipare alla manifestazione.
Questa gente che nei suoi discorsi lontani dalla realtà tira in ballo Gandhi, affermando che lui non sarebbe mai andato ad una manifestazione con possibili scontri munito di gocce per gli occhi, mostra di avere le idee confuse sul concetto di pacifismo che né vieta di partecipare alle manifestazioni che dovrebbero essere pacifiche e finiscono col diventare violente, né tanto meno vieta di portarsi dei medicamenti e protezioni non usabili come armi improprie, nell'eventualità che possano servire alla propria e altrui tutela. Se poi si vuole dare adito alle parole di un Gasparri, secondo cui insieme alle gocce sono state distribuite ai manifestanti pacifici anche mazze per trasformarli da pacifici a violenti, allora il discorso cambia, ma sinceramente trovo inutile fare analisi che contestino la visione della realtà del presidente del gruppo parlamentare del PdL.

martedì 11 ottobre 2011

Mostre di cadaveri plastificati

Oggi parleremo dell'attività umana volta a creare opere a cui si riconosce un valore estetico meglio conosciuta come arte e di Gunther von Hagens: un anatomopatologo originario della Germania dell'Est, che non so se si definisca un artista oppure no, con l'interesse e la passione di prendere i cadaveri e svuotarli dei loro liquidi per sostituirli con una miscela di plastica che li rende solidi come il plexiglass. Tecnica da lui inventata e chiamata plastinazione. Se vi state chiedendo cosa se ne faccia di cadaveri plastificati, molto semplicemente li mette in posa come se si stessero facendo una partita a calcio, a scacchi o a carte, come se stessero ballando, come se si stessero facendo una cavalcata su di un cavallo altrettanto morto e plastificato e in alcuni casi li mette anche in pose sessuali più o meno esplicite. Dopodiché li colloca tutti in un edificio abbastanza conosciuto oppure in un'arena come la O2 di Londra e li espone alle persone secondo i modi tipici di una mostra.
Veri cadaveri plastificati messi in posa come se fossero vivi a fare le cose che fanno i vivi ma con lo sguardo e l'espressione assente, tipica di chi si trova altrove con la testa... E tutto questo glielo fanno fare! Questo signore prende dei cadaveri e ci fa cose che non hanno nulla di scientifico e magari se qualcuno prova a contestarlo viene pure trattato come un troglodita che non capisce il valore di queste opere. Fortunatamente in Italia siamo ancora abbastanza arretrati da aver messo per iscritto in quello che noi barbari chiamiamo "codice penale" un sacco di cose che se fatte si viene puniti, tra cui all'art. 410 troviamo il vilipendio di cadavere e all'art. 413 l'uso illegittimo di cadavere. Chissà se anche nei posti dove questo signore fa le sue mostre hanno messo per iscritto cose di questo tipo.... A molte persone, però, trovandosi nel contesto della mostra, non viene in mente che magari potrebbe essere sbagliato fare mostra di cadaveri che non siano mummie morte da migliaia di anni e imbalsamante secondo l'usanza religiosa tipica di un popolo.
Quella di Gunther von Hagens non è né scienza né religione né tanto meno arte o perlomeno la mia coscienza mi impedisce di definirla tale. Più che altro si tratta di una mancanza di rispetto della vita e della morte tale da giustificare qualche anno di detenzione in una cella privati del proprio libertinaggio.
Oggi è impossibile definire non tanto l'arte ma quando un'opera è una così detta opera d'arte. Il mio docente di filosofia diceva che un'opera è un'opera d'arte quando può essere approfondita all'infinito. Penso che ad oggi questa sia la definizione migliore di opera d'arte, mentre l'arte in sé può essere veramente quasi qualsiasi cosa (il quasi è d'obbligo dato i soggetti come Hagens che circolano liberamente in giro), anche il semplice modo che le foglie secche hanno di staccarsi dai rami e poggiarsi in terra guidate dal vento. Infatti la vera arte appartiene alla natura... Probabilmente all'uomo alla ricerca della propria arte non resta che osservare la natura e tendere attraverso essa al trascendentale.

giovedì 6 ottobre 2011


Il 26 settembre è morto Sergio Bonelli. Questa notizia mi ha rattristato non poco avendo collezionato nella mia vita qualche Dylan Dog, ed oggi anche Steve Jobs se ne è andato. Entrambe persone che hanno veramente vissuto ogni momento della loro vita fino all'ultimo secondo e che avrei voluto conoscere. Ho una lista enorme di persone vive e morte che vorrei conoscere a partire da Adamo... Mi sono accorto già da un pezzo che c'è troppo da conoscere e qualunque cosa si faccia o si conosca e in qualunque modo si viva, saremo sempre manchevoli di qualcosa.

Comma 29 DDL intercettazioni: bavaglio alla libertà di pensiero

Questo pomeriggio avevo bisogno di fare alcune ricerche sulla provincia turca di Sanliurfa che ha attirato la mia attenzione per una scoperta archeologica molto interessante di cui presto o tardi parlerò nel mio blog. In questi casi una delle migliori fonti da cui attingere informazioni è Wikipedia, ma, sorpresa delle sorprese, trovo l'intera versione italiana della libera enciclopedia online completamente oscurata!
Che è successo? Prima che il mio cervello iniziasse ad interpretare i simboli che l'apparato visivo gli trasmetteva, ho subito pensato ad una mancanza di fondi per la favolosa enciclopedia, dato che quel povero Jimmy Wales sta sempre a corto di grana, ma stavolta la faccenda è diversa...
Questo Governo ne ha ideata un'altra delle sue per cercare di imbavagliare quanto più è possibile il pensiero scomodo che circola sulla rete. Il comma 29 del DDL sulle intercettazioni prevede infatti che se qualcuno leggendo un articolo si ritenga offeso o diffamato, possa fare richiesta di rettifica al sito che ospita l'articolo (sia esso un giornale online o un blog), rettifica che deve essere attuata entro 10 giorni dalla segnalazione, pena una multa di 12.000 €
Chi si accerta che il contenuto dell'articolo sia realmente diffamatorio? Nessuno! È infatti sufficiente che qualcuno si ritenga offeso dall'articolo perché venga rettificato e la richiesta di rettifica può essere inviata solo dal diretto interessato con qualsiasi mezzo, anche una semplice mail. Il giudizio sulla assoggettabilità delle informazioni alla rettifica è esclusivamente demandato alla persona citata nella notizia indipendentemente da quale sia la verità, che divine una semplice opinione anche se comprovata ad esempio da una sentenza di condanna. Se ad esempio scrivo che tizio è un assassino perché ha ucciso qualcuno ed è stato condannato per questo, scrivendolo su di un articolo in rete sono comunque soggetto a rettifica se il diretto interessato si reputa offeso o diffamato. Assurdo!
Se provo a pensare a quale possa essere lo scopo di una tale norma, la prima cosa che mi viene in mente è che essendo inserita nel ddl intercettazioni, potrebbe forse ritenersi una sorta di norma di chiusura di questa fantastica riforma, una ciliegina sulla torta con la quale si completa l'evidente piano di limitare da un lato le indagini della magistratura, dall’altro la pubblicazione degli atti da parte dei giornalisti non solo in forma cartacea, ma anche nei blog in rete su cui altrimenti potrebbero essere pubblicate quelle intercettazioni che non trovano posto sul giornale. Ecco che il comma 29 evita questo possibile rischio.
A questo piano iniziale fino ad ora sono già state apportate alcune modifiche, la più significativa ad oggi è che sono obbligati alla rettifica solo i siti registrati. A mio parere questo non basta ad evitare che qualche articolo della Costituzione venga violato, tipo l'articolo 21 che tutela la libera manifestazione del pensiero attraverso ogni mezzo. Fortunatamente esiste la Corte Costituzionale che non dovrebbe avere grosse difficoltà a stabilire l'incostituzionalità almeno di questa norma, se non di tutto il DDL.

martedì 4 ottobre 2011

Comunicato Stampa del 23 Settembre 2011 - Miur


Non esiste più! Che peccato! La dichiarazione del ministro Mariastella Gelmini presente nel comunicato stampa del MIUR del 23 settembre non esiste più, è stato rimosso...
Resta però il comunicato stampa del 24 settembre in cui «l'ufficio stampa del Ministero precisa che, ovviamente, il tunnel di cui si parla nel comunicato di ieri, non è per nessuna ragione intendibile come un tunnel che collega materialmente Ginevra con il Gran Sasso». Evidentemente però l'imbarazzo era troppo e nonostante il ministro non abbia ammesso di essersi confusa, di aver sbagliato, di aver inteso male, il comunicato del 23 settembre è stato rimosso e "chiarito" sempre tramite il MIUR nel comunicato del giorno dopo in cui viene detto che l'inesistenza del tunnel «è di facile intuizione per tutti e la polemica è assolutamente strumentale», perché, «il tunnel a cui si fa riferimento è quello nel quale circolano i protoni dalle cui collisioni ha origine il fascio di neutrini che attraversando la terra raggiunge il Gran Sasso». Ed è quindi per questo tunnel che sono stati spesi 45 milioni di euro e non per la costruzione di un fantomatico «tunnel tra il Cern ed i laboratori del Gran Sasso» come invece veniva chiaramente affermato nel procedente comunicato rimosso. Insomma, chi ha mal interpretato e polemizzato sul comunicato del 23 settembre è fazioso, perché anche questo è un tentativo di screditare questo Governo qualora non fosse già stato più che abbondantemente screditato! Tutti gli italiani che potenzialmente leggendo il comunicato lo avrebbero interpretato in modo "fazioso", almeno per un attimo sono stati antiberlusconiani, comunisti e difensori della magistratura! Se così fosse sarebbe fantastico!
La verità invece è che in tempo di crisi questo Governo ha partorito una manovra finanziaria che taglia a destra e a manca su istruzione, ricerca, sanità, trasporti e chi più ne ha più ne metta, anche perché a questo punto è impossibile negare che siamo un Paese governato da gente ignorante e arrogante che non sa neanche di preciso dove spende i suoi soldi!

lunedì 26 settembre 2011

5 proposte per un fronte comune contro il Governo unico delle banche

Incontriamoci il 1° ottobre a Roma presso il teatro Ambra Jovinelli in via Guglielmo Pepe 43 (Piazza Vittorio)

Per adesioni:


Aggiornamenti su:
[...]appellodobbiamofermarli/

È da più di un anno che in Italia cresce un movimento di lotta diffuso. Dagli operai di Pomigliano e Mirafiori agli studenti, ai precari della conoscenza, a coloro che lottano per la casa, alla mobilitazione delle donne, al popolo dell’acqua bene comune, ai movimenti civili e democratici contro la corruzione e il berlusconismo, una vasta e convinta mobilitazione ha cominciato a cambiare le cose. È andato in crisi totalmente il blocco sociale e politico e l’egemonia culturale che ha sostenuto i governi di destra e di Berlusconi. La schiacciante vittoria del sì ai referendum è stata la sanzione di questo processo e ha mostrato che la domanda di cambiamento sociale, democrazia e di un nuovo modello di sviluppo economico, ha raggiunto la maggioranza del Paese.
A questo punto la risposta del palazzo è stata di chiusura totale. Mentre si aggrava e si attorciglia su se stessa la crisi della destra e del suo Governo, il centrosinistra non propone reali alternative e così le risposte date ai movimenti sono tutte di segno negativo e restauratore. In Val Susa un’occupazione militare senza precedenti, sostenuta da gran parte del centrodestra come del centrosinistra, ha risposto alle legittime rivendicazioni democratiche delle popolazioni. Le principali confederazioni sindacali e la Confindustria hanno sottoscritto un accordo che riduce drasticamente i diritti e le libertà dei lavoratori, colpisce il contratto nazionale, rappresenta un’esplicita sconfessione delle lotte di questi mesi e in particolare di quelle della Fiom e dei sindacati di base. Infine le cosiddette “parti sociali” chiedono un patto per la crescita, che riproponga la stangata del 1992. Si riducono sempre di più gli spazi democratici e così la devastante manovra economica decisa dal Governo sull’onda della speculazione internazionale, è stata imposta e votata come uno stato di necessità.
Siamo quindi di fronte a un passaggio drammatico della vita sociale e politica del nostro Paese. Le grandi domande e le grandi speranze delle lotte e dei movimenti di questi ultimi tempi rischiano di infrangersi non solo per il permanere del Governo della destra, ma anche di fronte al muro del potere economico e finanziario che, magari cambiando cavallo e affidando al centrosinistra la difesa dei suoi interessi, intende far pagare a noi tutti i costi della crisi.

mercoledì 14 settembre 2011

La preghiera di Iabez

Iabez invocò il Dio d'Israele, dicendo:

«Benedicimi, ti prego; allarga i miei confini; sia la tua mano con me e preservami dal male in modo che io non debba soffrire!»
E Dio gli concesse quanto aveva chiesto

(I Cronache 4:10 )

Preghiera dedicata a tutti i figli dell'uomo che sentono di non avere forze sufficienti per la vita.

martedì 13 settembre 2011

Quando le Torri Gemelle caddero...

.... gli Americani cominciarono a svegliarsi dal grande sogno. Dieci anni fa ero un ragazzino che frequentava le scuole medie, quando i media all'unisono si "intasarono" per mostrare e raccontare l'assurdità con cui l'umanità salutava il nuovo millennio: l'attentato alle Torri Gemelle. Fiumi di parole sono state dette su questo ancora oggi oscuro episodio della storia. Le motivazioni dell'attentato mosso da al-Qaida riguardavano la corruzione dell'occidente e più nello specifico la corruzione degli Stati Uniti che vogliono dominare il mondo o roba simile. Insomma, le classiche motivazioni che potrebbero provenire da un pazzo che prende spunto da qualche vero e significativo episodio della storia, per costruirci sopra la malvagità di un intero popolo e la sua cultura. La differenza abbastanza significativa è che in questo caso il pazzo non è solo uno ma una quantità abbastanza consistente di persone ben motivate e determinate. Il mondo però non è qualcosa di così semplice che basta un notiziario a raccontarlo ed infatti se oggi esistono ancora dei punti oscuri su questo capitolo della storia è perché molte cose non sono state né mostrate né raccontate..

(Per loro è chiaro che l'11 settembre potrebbe essere stato frutto di un complotto di portata ben più ampia che non il complotto ordito dal "califfo" Bin Laden dalle sue grotte afgane. L'ipotesi su cui converge la maggior parte di questi ingegneri aerospaziali è quella dell'autoattentato.)

La prima fra tutte che mi viene in mente è l'attentato riuscito al Pentagono, avvenuto contemporaneamente a quello delle Torri Gemelle.
Di questo attentato più o meno ci è stata raccontata una versione con una certa dovizia di particolari, solo che "per motivi di sicurezza" non è stato mostrato pressoché nulla. Sappiamo che un aereo si è schiantato sul Pentagono ma non è possibile consultare le dozzine di riprese che hanno immortalato l'aereo mentre si schiantava, fatta eccezione dell'immagine a destra.
La cosa è alquanto strana dal momento che nessuno ha sollevato una motivazione simile quando è stato mostrato il Pentagono immediatamente dopo l'impatto dell'aereo e senza neanche un'eccessiva coltre di fumo e fiamme che avrebbe potuto nascondere gli eventuali segreti dell'edificio, come ad esempio omini verdi in fiamme che si lanciavano dalle finestre.
Questo, insieme ad una miriade di altre cose, lascia supporre che non sia stato un aereo di linea a schiantarsi sull'edificio come vorrebbe la versione ufficiale e che di conseguenza ci sia stata la complicità di uomini ed enti governativi a rendere possibile questo attentato, a nascondere le prove che possano screditare la versione ufficiale (oggi sempre più screditata) precedentemente pianificata e ad aiutare dei pazzi che, per quanto volenterosi e motivati, non sono capaci di organizzare da soli un simile attentato con la sola forza delle loro folli idee, contro una nazione che da sola spende per la sicurezza e l'esercito cifre più che astronomiche. Ci devono essere necessariamente altre motivazioni alla base oltre a quella ideologica di copertura addotta da al-Qaida: forse il petrolio. Per quanto possa essere scontata come motivazione, bisogna dire che il petrolio, a differenza della motivazione ideologica che non sembra destinata ad avere successo se portata avanti con i soliti metodi terroristici, è molto più plausibile.

 Nella sezione 11 settembre del sito luogocomune.net potete trovare tutto il materiale e la documentazione necessaria a ricostruire la possibile verità nascosta.

Qui le note stonate
della versione ufficiale
L'unica nota stonata in questa motivazione è che se fosse veritiera, significherebbe che tra gli Americani c'è qualcuno non proprio così patriota, molto più interessato ai soldi e magari disposto a sacrificare la vita di altre persone per gli interessi economici propri ai danni anche della "grande America".

Fonti dell'articolo: bufalattivissimo.splinder.com, www.luogocomune.net, www.disinformazione.it

martedì 6 settembre 2011

La Wind truffa i suoi clienti?

Non so se sia capitata la stessa cosa anche ad altri ed è per scoprirlo che ho deciso di riportare sul mio blog questa singolare esperienza avuta con la compagnia Wind telecomunicazioni S.p.A.
Il 2 settembre alle ore 18.04 mi reco al bar sotto casa per farmi una ricarica telefonica da 25 € che mi viene accreditata quasi istantaneamente. Qualche giorno dopo, senza che io abbia speso un solo centesimo, ricontrollo la situazione del mio credito e mi ritrovo con 19,71 € anziché i 24,31 € che mi sarei aspettato per il rinnovo di Noi Wind Messaggi, una promozione settimanale che ho al costo di 1 € a settimana. Insospettito dalla cosa invio un SMS al 4155 con su scritto "lista" per avere le informazioni sulle ultime operazioni di addebito o accredito registrate sulla mia SIM Wind, senza trovare nessuna operazione che giustificasse i 4,16 € in meno che avevo!
Premetto che io sono un cliente della Wind da circa 10 anni e fino ad ora mi sono sempre trovato bene con questa compagnia telefonica. Per capire da cosa dipendessero questi 4 € in meno sul mio credito, chiamo il 155 sia ieri pomeriggio che stamattina.
  • Ieri mi hanno detto che probabilmente il mio cellulare si collega autonomamente ad internet per fare degli aggiornamenti e che se la causa era questa mi avrebbero restituito il credito nei prossimi giorni, a patto che io disattivassi l'aggiornamento automatico alla voce APN e richiamassi il 155 la mattina seguente. La cosa mi risultava un po' sospetta perché ho anche un'altra promozione attiva, chiamata Internet No Stop Daily che permette di connettermi per tutto il giorno fino a mezzanotte, spendendo un solo euro e non certo 4 € e pur facendolo presente all'operatrice, mi viene detto che il cellulare probabilmente si connette usando "la propria connessione". Io ovviamente controllo sul mio cellulare LG KP500 e scopro che non esiste nessun aggiornamento automatico.
  • Questa mattina richiamo il 155, rispiego il mio problema e questa volta mi viene detto che la causa è dovuta al mio vecchio piano tariffario che non ho mai cambiato, dal nome Wind Free che ogni mese prende 4 € dal credito ed io questi soldi li avrei sempre pagati. La cosa mi puzza ancora di più ed infatti chiedo come mai questo piano che ho da almeno 10 anni non mi abbia avvisato e non mi avvisi ogni volta che mi scala 4 € dal credito, perché, ancora convinto della buona fede della persona con cui stavo parlando a telefono, ho pensato che forse ero io che non mi ero mai accorto di questa cosa. Fatto sta che l'operatrice non mi sa rispondere e sposta la discussione sui nuovi piani tariffari della compagnia telefonica, invitandomi a cambiare piano tariffario. Cosa che io ovviamente faccio in quel momento con la sua assistenza.
Finisce la conversazione ed io cerco sia il mio nuovo che il vecchio piano tariffario e sorpresa delle sorprese, Wind Free non prevede nessun costo mensile. A questo punto i miei dubbi cominciano ad essere fondati, probabilmente la mia compagnia telefonica mobile ha preso chissà per quanto tempo dei soldi dal mio credito senza nessuna giustificazione. Oggi pomeriggio richiamerò il 155 per approfondire meglio la natura del problema... Vi terrò aggiornati!

Intanto pubblico il mio vecchio piano tariffario: Wind Free.pdf

Aggiornamento delle ore 17:56

Dopo aver telefonato oggi pomeriggio mi viene detto che il mio vecchio piano tariffario non si chiamava semplicemente Wind Free, ma Wind Free con opzione Mobile, con la particolarità unica di prelevare 4,16 € ad ogni ricarica telefonica, anche da quelle di soli 5 euro! Diminuendo la percentuale di "tassazione" chiamata "costo di conferma" in rapporto alla maggiore cifra accreditata. Tale piano tariffario è reduce del famoso costo di ricarica che le compagnie telefoniche italiane imponevano ingiustificatamente ai propri clienti e che furono costrette a rimuovere in seguito al decreto Bersani, che a quanto pare la Wind ha raggirato inventandosi il costo di conferma. Perciò la compagnia telefonica se ne guardava bene dall'avvisare i clienti del prelievo che faceva! La malafede della società è quindi assodata!

giovedì 28 luglio 2011

Bella Ciao, un altro mondo è possibile


Sono passati ben 10 anni dalla morte di Carlo Giuliani e dal G8 di Genova, l'evento più truculento della storia recente del nostro bel Paese e fra gli artefici dei misfatti compiuti in quei giorni dalle forze dell'ordine, c'è chi è stato addirittura promosso. Non tutti sanno che il termine "macelleria messicana" non è un'invenzione giornalistica: è stato utilizzato da, Michelangelo Fournier, all'epoca del G8 del 2001 a Genova vicequestore aggiunto del primo Reparto Mobile di Roma, i così detti celerini. Fu un termine che utilizzò per descrivere quello che vide al momento dell'irruzione nella scuola Diaz. Coloro che hanno diversamente pagato per i crimini commessi si trovano abbastanza facilmente facendo un po' di ricerca online. I più famosi sono Alessandro Perugini, che ha preso a calci in faccia un ragazzo a terra inerme e Spartaco Mortola, condannato per i falsi dei verbali di arresto della scuola Diaz e per l'induzione alla falsa testimonianza del questore di Genova. Il primo è oggi dirigente della polizia ad Alessandria, mentre il secondo è stato promosso a questore di Genova, proprio per dire che le istituzioni promuovono chi compie atti criminali nei confronti dei cittadini.
Ma oltre alle forze dell'ordine è stato scoperto esserci qualche criminale anche tra i medici che hanno prestato soccorso ai ragazzi arrestati, come Giacomo Toccafondi: medico in mimetica macchiatosi di sevizie di "particolare crudeltà" nei confronti dei ragazzi arrestati e trattenuti presso la caserma di Bolzaneto, promosso a medico dirigente nell'ASL 3 di Genova. C'è qualcosa di estremamente malvagio e pericoloso dietro tutto questo. Anche perché che interesse aveva la politica a proteggere questi individui, come racconta Marco Poggi nel video a sinistra? E perché oltre a non essere stati allontanati dai loro ruoli sono stati addirittura promossi? Evidentemente c'è sotto un'organizzazione abbastanza potente nettamente orientata al male.

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sabato 9 luglio 2011

Maroni suggerisce il tentato omicidio per le persone sbagliate

Conferenza stampa di Fabiano, torturato in Val di Susa il 3 Luglio

Secondo il ministro dell'Interno, Roberto Maroni, è lecito ipotizzare negli scontri in Val di Susa «il reato di tentato omicidio e non reati minori, perché lanciare bottiglie incendiarie di ammoniaca significa attentare alla vita dei poliziotti» assaliti mentre «non facevano altro che difendere la legalità e la democrazia». Certo, il parere istituzionale di un ministro, e in particolare del ministro dell'Interno, dovrebbe avere più valore di quello di un comune cittadino, a condizione però che le posizioni di ieri del ministro non stridano fortemente con quelle di oggi: guarda caso, Maroni risulta condannato in via definitiva per violenze ai danni della Polizia per gli stessi reati contestati ai manifestanti della Val di Susa, e cioè resistenza e oltraggio a pubblico ufficiale. Tutti nella stessa barca? No, sicuramente. Le forze dell'ordine che lui insieme alla sua banda di leghisti ha assalito a suo tempo, stavano perquisendo alcuni uffici della sede centrale della Lega Nord in Via Bellerio a Milano, perché la Lega Nord aveva organizzato una formazione paramilitare vietata dal Codice Penale e dalla Costituzione italiana, allo scopo di costituire un esercito privato, le così dette Camicie verdi; i manifestanti in Val di Susa, invece, hanno assalito o molto più probabilmente sono stati assaliti dalle forze dell'ordine per esprimere la loro contrarietà alla costruzione del TAV: una linea veloce che si tradurrà in un'opera inutile e dannosa per l'ambiente da molti miliardi di euro.
Inoltre, ad ascoltare le interviste fatte ai ragazzi che manifestavano nella valle durante gli scontri, come questa riportata nel video, si ha proprio l'impressione che in realtà il tentato omicidio è più imputabile alle forze dell'ordine che presidiano il cantiere che ai manifestanti.

martedì 5 luglio 2011

Il TAV ha creato un mondo di eroi


Cerco sul dizionario il significato di eroe e trovo: "chi dà prova di straordinario coraggio e abnegazione; chi si sacrifica per affermare un ideale". Bene, ora resta da capire perché c'è chi definisce i valsusini eroi e chi dice che in realtà i veri eroi sono le 2.000 unità armate che giorno e notte presidiano la Maddalena in Val di Susa. Non è complicato fare qualche ricerca per scoprire un paio di cose interessanti: la linea veloce non serve a nulla e costerà nella più rosea delle previsioni 20 miliardi di euro, dati un po' dall'UE e per la gran parte dall'Italia. In più quelle che si vanno a traforare anche con esplosivi sono rocce amiantifere e questo vuol dire malattie, tumori e malformazioni che si protrarranno nel tempo per la popolazione locale esposta alle dispersioni. Allora perché si sta costruendo? Il motivo probabilmente è lo stesso del ponte sullo stretto di Messina, della Gronda in Liguria e delle centrali nucleari fortunatamente sventate: arricchire con i soldi dei contribuenti qualche lobby amante del denaro, poco lungimirante e molto menefreghista. A questo punto definire eroi gli uomini armati che presidiano il cantiere, in nome dello Stato, comincia ad essere già più difficile.
Se poi si pensa ai gas CS usati negli scontri dalle forze dell'ordine, consapevoli o meno, da eroi si potrebbe passare addirittura a criminali. Tali gas rientrano tra le cosiddette "armi chimiche" e sarebbero vietati perché provocano danni permanenti non solo all'organismo umano che ne è stato esposto, ma anche alla sua prole futura, perché compromettono il DNA dell'organismo colpito provocando malformazioni e mutamenti che si trasmettono alle generazioni future. Bersani, dopo gli esiti del referendum, ha accusato il Governo di trovarsi in un altro emisfero rispetto alla gente, ma dal mondo in cui non si fa portavoce della disperazione dei valsusini, come dovrebbe fare qualsiasi partito di buon senso, molto probabilmente anche lui con il suo partito, insieme a tutti i partiti attualmente in Parlamento, sta da qualche altra parte l'ontano dal bel Paese. Soltanto Paolo Ferrero, come ha detto Marco Travaglio lunedì a passaparola, della neonata Federazione della Sinistra (FdS) è andato tra i valsusini a raccogliere le loro voci, sicuramente ben consapevole che da quelle parti si vince e si perde per poche migliaia di voti, ma almeno c'è andato, dimostrando nel suo piccolo che non tutta la politica italiana si trova in un altro emisfero.

lunedì 20 giugno 2011

L'Agente Avatar e Next World Evo sono una truffa?

AVVISO IMPORTANTE! I COMMENTI AL PRESENTE ARTICOLO SONO STATI BLOCCATI PERCHÉ LA PIATTAFORMA BLOGGER NON RIESCE A VISUALIZZARNE OLTRE UN CERTO NUMERO. È POSSIBILE CONTINUARE LA DISCUSSIONE AL SEGUENTE POST: "SINTESI DEI COMMENTI AGENTI AVATAR"

Attenzione: Da quando è stato scritto il presente articolo ci sono stati dei cambiamenti nel contratto dell'attività di Agente Avatar e anche nel piano marketing, primo tra tutti il costo del kit che è passato da 2400 € a ben 3000 €.

Per maggiori informazioni visita anche la pagina: The Next World, gli agenti Agav e i Grilli Parlanti



video denuncia Video denuncia oscurato da You Tube in seguito alla sua segnalazione come illegale. Purtroppo i social network oscurano a prescindere tutti i contenuti segnalati da terzi come oltraggiosi o offensivi anche se potrebbero non esserlo. È una forma di autocensura della rete. Per visualizzare ugualmente il video selezionate e copiate il seguente link: http://youtu.be/rSh_N5FXNUM ed incollatelo nella casella di testo bianca nella seguente pagina web: www.vidproxy.com come nell'immagine illustrata e infine cliccate su "GO".

Esiste un mondo virtuale popolato da avatar! Si tratta di Next World, un videogioco in 3 D dove ognuno è libero di essere chi vuole! Sono queste alcune delle avvincenti parole che animano i potenziali utenti di questo nuovo social network, ma evitando di fermarci alle apparenze e cercando di approfondire ed esplorare i retroscena di un qualcosa apparentemente innocente e divertente, si scopre che proprio come nel noto film, matrix, agli utenti di questo gioco è stato messo davanti agli occhi un intero mondo virtuale, pieno di bug e malfunzionamenti, per nascondere un sinistro inganno. Infatti, a differenza di qualsiasi altro social network esistente, questo è diffuso e sponsorizzato da una figura professionale: l'Agente Avatar.
Sul sito ufficiale agenteavatar.com, l'Agente Avatar viene descritto come una nuova figura professionale in forte espansione, che distribuisce beni virtuali consistenti in account di gioco per questo social network. Per diventare agenti avatar, bisogna firmare un contratto che vincola al pagamento di 2400 euro, di cui 800 subito e 1600 euro a rate. L'agente non vende nulla, ma ha a disposizione 80 codici, chiamati CUP, da regalare, corrispondenti ad altrettanti account sul social network. E ad ogni codice regalato, l'agente guadagna, a detta degli intervistati, 30 euro, recuperando così il proprio investimento di 2400 euro. A questo punto sorgono spontanee 3 domande: se i codici per l'iscrizione al social network vengono regalati e l'agente che li regala riceve un pagamento, da dove derivano gli introiti della società? Che senso ha far pagare all'agente gli 80 codici ben 2400 euro, per poi farglieli distribuire gratuitamente recuperando i soldi investiti? E come fa l'agente avatar a continuare a guadagnare una volta distribuiti tutti e 80 i codici? La risposta a quest'ultima domanda è: introducendo nuovi affiliati chiamati sub agenti.

martedì 14 giugno 2011

Una comoda soluzione per le scorie nucleari


Come non tutti sanno, non esiste ancora un modo per smaltire le scorie prodotte dalle centrali nucleari che ormai da più di mezzo secolo si accumulano in depositi temporanei dislocati in tutto il mondo e dalla sicurezza molto relativa in caso di attentati terroristici e calamità naturali. In più tali depositi richiedono una costante manutenzione e controllo, oltre che un dispendio di energia, soldi e uomini. La maggior parte delle nazioni produttrici di residui nucleari usati spedisce le scorie radioattive all'estero, affidando ad altri il compito dello stoccaggio e smaltimento.
Mappa degli incidenti nucleari
Nel 1994 in Finlandia è passata una legge per la quale tutti i residui nucleari usati devono rimanere nel paese e quindi ai finlandesi è toccato mettersi alla ricerca di un posto sicuro in cui far stare le scorie per mooolto tempo... Dopo averci pensato un po' ecco che arriva un'idea molto pratica e intuitiva: l'unico deposito sicuro per le scorie può essere realizzato solo a 4 chilometri di profondità nelle viscere della terra e per essere permanente deve durare almeno 100.000 anni, perché questo è il tempo necessario affinché il decadimento radioattivo renda le scorie innocue. La costruzione del deposito chiamato Onkalo, che significa "luogo dimenticato", è incominciata nel 2005 e finirà nel 2100 ed è sufficiente solo per le oltre 5.500 tonnellate di scorie nucleari che saranno prodotte dai finlandesi nei prossimi 100 anni. Proprio ora che i finlandesi hanno trovato una comoda soluzione al problema delle scorie nucleari, ecco che gli italiani votano contro il nucleare! Che tristezza...
C'è, però, almeno un problema da evidenziare in questa soluzione definitiva che apparentemente non c'entra nulla con le scorie nucleari: l'homo sapiens sapiens, secondo la scienza ufficiale, esiste solo da circa 75.000 anni. Questo per dire che l'intera storia dell'uomo di cui si ha memoria entra in una manciata di sabbia e polvere e che è impossibile fare previsioni future di come sarà il mondo tra appena 500 anni senza finire nella fantascienza e nella fantapolitica.
Esiste un documentario intitolato Into Eternity, girato dal regista danese Michael Madsen, che tenta in qualche modo di dare un'idea di cosa significhi costruire un deposito permanente di scorie radioattive che deve durare 100.000 anni, diventando così l'opera architettonica più longeva mai costruita dall'uomo finora e indubbiamente il simbolo della civiltà da cui proviene. Il pericolo più concreto è quello che in un lontano futuro l'uomo possa iniziare a scavare per raggiungere il deposito, nella speranza di trovare un tesoro ben custodito o comunque qualcosa dall'inestimabile valore archeologico. Inutile dire che lasciare un avviso con su scritto "stare lontani, deposito di scorie radioattive" basta a scongiurare il pericolo di intrusioni umane nel deposito per i primi mille o duemila anni volendo esagerare, ma dopo la lingua, la scrittura e le capacità comunicative che l'uomo ha sviluppato sino ad ora, inesorabilmente cambieranno e si evolveranno come è già successo e sta succedendo anche ora. Basti pensare che appena un migliaio di anni fa i letterati europei parlavano e scrivevano solo in latino e greco, mentre ora queste due lingue sono pressoché dimenticate dalla maggioranza della popolazione proprio lì dove sono fiorite e si sono sviluppate. Nasce così la necessità di non affidarsi solo alla scrittura per comunicare il pericolo che si corre nell'effettuare gli scavi, ma di fare ricorso anche all'arte dal carattere decisamente più universale: un paesaggio desolato di rovina morte e distruzione potrebbe far ad esempio capire che in quel posto non c'è qualcosa di buono, nella speranza che gli uomini che un domani effettueranno gli scavi non penseranno di trovarsi difronte a ridicole maledizioni di popoli superstiziosi, come in effetti succede di continuo ancora oggi ogni qual volta che, scavando un sito archeologico, ci si imbatte in un avviso contenente maledizioni per tutti coloro che profaneranno un luogo particolarmente importante e sacro.
In sostanza stiamo parlando di forze naturali che vanno al di là della nostra attuale comprensione, proiettate in un futuro che abbraccia più di 3.000 generazioni e si tratta di un qualcosa troppo grande per poter pensare che il nucleare sia indispensabile per il nostro presente e addirittura per il nostro futuro. A mio avviso sarebbe preferibile smettere di far funzionare i nostri elettrodomestici riducendo i nostri consumi e cambiando i nostri stili di vita, pur di evitare di far ricorso all'energia nucleare così come la conosciamo oggi. Il gioco non vale la candela! Sarà molto difficile far capire alle generazioni future, che magari non la penseranno come noi, che per far funzionare le nostre lavatrici siamo stati costretti a lasciargli in eredità dei barili letali di cui è impossibile liberarsi. Mai come ora è il caso di dire che "le colpe dei pardi ricadranno sui figli", secondo il concetto biblico dell'ereditarietà della colpa. A tale proposito sono molto significative e poetiche le ultime parole con cui si conclude il documentario, in cui si ipotizza che gli uomini del futuro, colti da un'irrefrenabile curiosità e desiderio di scoperta, abbiamo scavato l'intero tunnel sotterrano fino a giungere nel deposito sepolto: "Ora siete scesi in profondità all'interno del tunnel. E avete raggiunto un luogo in cui mai avreste dovuto recarvi. Quaggiù le radiazioni sono ovunque. Non lo sapete, ma qualcosa sta accadendo al vostro corpo proprio in questo momento. Va oltre i vostri sensi. Non sentite niente, non odorate niente. Una luce invisibile sta risplendendo proprio dentro di voi. È l'ultimo bagliore della mia civiltà, che fece collezione delle forze dell'universo".

martedì 7 giugno 2011

Mazzette dalla Francia ad indirizzare la politica italiana sull'atomo

Per quanto possa sembrare assurdo, pare che dietro il ritorno al nucleare dell'Italia si muovano dei fortissimi interessi economici. A coloro che fino ad ora non ne percepivano alcun sentore, lo svelerebbe un cablogramma segreto spedito a Washington dall'ambasciatore americano e diffuso da WikiLeaks, secondo cui "alti ufficiali" dell'esecutivo di Berlusconi avrebbero preso tangenti per comprare tecnologie e centrali francesi. Per un giro d'affari che si aggira intorno ai 24 miliardi di euro solo per la costruzione delle centrali, francesi, russi e americani, tramite aziende-Stato che sono la diretta emanazione dei governi e godono dell'appoggio di diplomazie e servizi segreti, combattono una battaglia senza esclusioni di colpi per imporsi in Italia e sono costantemente alla ricerca di contatti nei ministeri, nei partiti e nelle aziende, esercitando sulla classe dirigente del nostro bel Paese, ormai da svariati anni, considerevoli pressioni per far intraprendere alla nostra nazione la via del nucleare, ora che la volontà popolare espressa nel referendum del 1987 comincia ad affievolirsi.
Se non fosse stato per il terribile incidente avvenuto a Fukushima, probabilmente la politica del pro-nucleare l'avrebbe avuta vinta senza troppe difficoltà! È sempre WikiLeaks a rivelare che Pierluigi Bersani, ora segretario del maggior partito di opposizione, nel novembre del 2007 firmò come ministro dello Sviluppo Economico, insieme al Segretario USA all’Energia, Bodman, un accordo di partership tra Italia e USA per lo sviluppo dell’energia nucleare nel bel Paese. Inoltre alla firma della partneship Italia-Usa, nemmeno l’allora presidente di Legambiente, Roberto Della Seta, contrastò l’accordo per il ritorno al nucleare dell’Italia ed è forse per questo che, secondo alcuni, il Partito Democratico l'abbia portato al Senato della Repubblica. L’accordo italoamericano denominato GNEP prevedeva una durata di cinque anni ed è, dunque, salvo rinuncia unilaterale di uno dei due Stati firmatari, ancora in vigore. Fu lo stesso Bersani all'epoca a dire all'ambasciatore americano che "il risultato del Referendum (del 1987 ndr) non esclude l’Italia dalla generazione di energia nucleare, l’ha solo sospesa e questa partneship può giocare un ruolo importante nel modificare gli atteggiamenti italiani nei confronti dell’energia nucleare". Possiamo quindi affermare senza alcun ombra di dubbio che, almeno fino al disastro in Giappone, il segretario del Partito Democratico aveva una linea politica perfettamente allineata con quella del suo avversario politico, nonchè successore al Dicastero dello Sviluppo Economico, Romani. In conclusione, una scelta epocale che riguarda tutti noi, come quella di riprendere il nucleare, indipendentemente dal fatto che possa essere giusta o sbagliata, non può essere presa per l'interesse di pochi e la storia insegna che quando di mezzo c'è l'interesse di pochi non è mai un bene per tutti. Se poi prima di prendere ogni decisione dobbiamo tirare in ballo anche i vantaggi e gli svantaggi del nucleare così come lo conosciamo oggi, allora non rimane più alcun dubbio ad impedirci di votare sì al referendum del 12 e 13 giugno.

fonti: www.wikileaksitalia.org , espresso.repubblica.it

venerdì 3 giugno 2011

Referendum: lasciate decidere alla leadership!

Gli Italiani sono ancora incapaci di valutare e votare secondo il volere del Governo che è sicuramente giusto ed infallibile, ragion per cui è stato necessario approvare il decreto legge omnibus che impedisca a questo popolo impaurito dal disastro di Fukushima e del tutto privo di “un'opinione pubblica consapevole della necessità di tornare all'energia nucleare”, di compiere una grande sciocchezza votando “SÌ” al referendum del 12 e 13 giugno. Il Governo Berlusconi, che più di tutti nella storia d'Italia ricorda a chi lo critica di trarre la sua legittimazione dal popolo, non considera più il popolo il vero ed unico sovrano nel momento in cui la sua volontà possa essere contraria alle decisioni parlamentari, considerate indiscutibilmente giuste perché assunte da una maggioranza del Parlamento guidata da un leader carismatico che in virtù del suo carisma sta nel giusto, indipendentemente anche dalla morale e dall'etica corrente che, se in contrasto con “il giusto”, vanno rimodellate e rese conformi. È quello che sta avvenendo, oggi, con la riforma della giustizia e il sostegno di quella parte di cattolici secondo cui ormai da un po' di anni è meglio essere donnaioli che bestemmiatori, sperando di non doversi rimangiare la parola qualora Silvio Evergete cominciasse anche a bestemmiare. Quello che legittima il Governo non è più il popolo sovrano, ma il carisma con la sua lungimiranza intrinseca di cui il popolo è manchevole per definizione.
Il decreto legge Omnibus, contenente le norme che avrebbero dovuto vanificare il referendum sul nucleare, è il finto passo indietro del Governo che rimanda “ad un anno o due” ogni decisione in merito al nucleare, nell'attesa speranzosa che le acque si calmino e l'elettorato acquisisca, grazie alla propaganda che intanto sarà fatta, il bisogno indotto di ritornare al nucleare. Questo decreto è stato solo l'ultimo stratagemma escogitato per non far raggiungere il quorum a nessuno dei quesiti su cui gli Italiani saranno chiamati a votare nel referendum del 12 e 13 giugno. Tuttavia, grazie alla decisione della Cassazione di accogliere le ragioni avanzate in ricorso dall'IdV e sostenute anche dal Pd di mantenere il quesito sul nucleare, spostando la richiesta di abrogazione alle nuove norme sulla produzione di energia nucleare, i quesiti del referendum saranno ancora quattro: l'abrogazione della legge che prevede la privatizzazione del servizio idrico, l'abrogazione della norma riguardante la possibilità da parte dei privati di ricavare profitto dalla gestione dell'acqua, l'annullamento di ogni piano di ripristino del nucleare in Italia e dulcis in fundo l'abrogazione del legittimo impedimento permanente, escamotage adottato dal Presidente del Consiglio dei Ministri e dai Ministri per non comparire in udienza penale durante la loro carica. Separare il referendum dalle elezioni amministrative è sicuramente stato lo stratagemma più costoso per non far raggiungere il quorum, perché ha comportato una spesa aggiuntiva per i contribuenti di circa 400 milioni di euro, mentre spostare la data del referendum all'ultimo giorno utile è stato il più infimo, perché si è puntato anche sulla voglia d'estate e di vacanza degli Italiani per abbassare l'affluenza alle urne.
A questi stratagemmi va aggiunto l’informazione assente o manipolata da parte delle televisioni e dei giornali, che se ad esempio da un lato affermano come la privatizzazione dell'acqua riduca gli sprechi, dall'altro non informano che dove la privatizzazione è già partita (Agrigento, Angri, Latina, Sarno, Scafati etc...) le tariffe sono già quintuplicate e i servizi sono sempre più scadenti. Dopotutto, se l’esercizio della democrazia diretta da parte dei cittadini non fosse così ostacolata da una politica corrotta e fallimentare, non si spiegherebbe come mai, nonostante il referendum sia uno dei più efficaci strumenti che la nostra democrazia ha a disposizione per dare vita ai principi di sovranità popolare sanciti dal primo articolo della Costituzione, in tutti i referendum che ci sono stati negli ultimi 14 anni non si è mai raggiunto il quorum. Tra il 1974, anno del referendum sul divorzio, e il 1995, su nove referendum solo uno ha raggiunto il quorum (referendum sulla caccia). Da quel momento la situazione è peggiorata ulteriormente, perché dal 1997 al 2009 su sei referendum nessuno raggiunge il quorum. Oltre che dagli ostacoli della politica, l'astensionismo referendario è anche spiegato dal progressivo allontanamento della presa dei partiti sulla società e dal disgusto dei cittadini, provocato dagli innumerevoli scandali grandi e piccoli che hanno costellato sia la prima che la seconda repubblica. Il disinteresse delle persone in risposta al degenerare della politica, però, non deve ritenersi una scelta vincente, perché innesca un circolo vizioso che aggrava la corruzione e la decadenza del nostro bel Paese.
Dalla nascita dell'istituto referendario ad oggi, in pochi altri casi gli Italiani sono stati chiamati alle urne per decidere su un qualcosa di così determinante per il nostro futuro come nel prossimo referendum del 12 e 13 giugno. Questo è il reale sentore di come siano tesi i tempi in cui viviamo e di come si stiano polarizzando gli interessi in gioco: da un lato vi sono gli interessi particolari di un'imprenditoria senza scrupoli disposta a lucrare su di un bene fondamentale come l'acqua ed un qualcosa di estremamente distruttivo e antieconomico come il nucleare, dall'altro lato il cittadino, il lavoratore, l'uomo e la donna comune, che si aggrappano alla propria dignità e alla speranza di poter vivere in un mondo sano in tutti i sensi, i cui spazi di libertà vengono sempre più ridotti.

mercoledì 1 giugno 2011

Votare da fuori sede al referendum

Diventando un rappresentante dei promotori è possibile votare in un seggio diverso da quello di appartenenza! Basta avere con te la tessera elettorale, però attenzione: per compilare il modulo online c'è tempo solo fino al 5 giugno!

Clicca qui per andare alla pagina del modulo online

 

rappresentante di lista

Per adempiere alle funzioni di rappresentante dei Promotori per i Referendum occorre essere elettori di un comune della Repubblica.
Hanno diritto ad assistere a tutte le operazioni e controllano lo svolgimento del voto.
I rappresentanti possono essere titolari o supplenti.
A seconda della vostra disponibilità scegliete se essere presenti in tutte e due le giornate di voto per aiutare i comitati territoriali.
Ad ogni modo, iscrivetevi per poter almeno votare.
E' semplice ed è importante!

FAQ

Cosa comporta la nomina?
  • La nomina comporta essere rappresentanti del comitato promotore. Per questo i titolari dovranno essere presenti per i due giorni del voto con particolare attenzione alle operazioni di scrutinio.
  • Per i supplenti non sono previsti particolari impegni se non la sostituzione in caso di necessità.
  • In ogni caso potrai indicare se voler essere titolare o supplente (a secondo delle disponibilità di tempo) una volta che verrai ricontattato/a dai referenti del territorio in cui hai chiesto di votare.
  • Ad ogni modo in questa pagina trovi altre informazioni, obblighi e diritti sul ruolo dei rappresentanti.
Posso votare per tutti i referendum?
  • Si, potrai votare per tutti e 4 i referendum

Tra quanto avrò risposta?
  • Nel giro di una settimana verrai ricontattato dai referenti. Se non dovessi ricevere notizie in questa pagina trovi i loro recapiti.

Se do la disponibilità e invece poi torno a casa a votare?
  • Non succede niente.
  • L'unica accortezza necessaria sarà avvertire il referente per conoscenza.

C'è posto per tutti ?
  • Si c'è posto, anche se potresti essere nominato in una zona differente da quella che richiedi.

Quali documenti servono?
  • Per noi non è necessario nessun documento, ma quando vai al seggio è necessaria la tua scheda elettorale e un documento di identità. Se no non potrai votare.

Rimborsi e agevolazioni per chi vuole tornare a casa:


Per spostarsi sul territorio nazionale con i treni sono previsti SCONTI del 60% sui biglietti ferroviari.
Per essere rimborsato il viaggio deve essere di andata e ritorno.
I biglietti scontati hanno una validità limitata di 20 giorni:
  • per il viaggio di andata: da 10 giorni prima del 13 giugno (ultimo giorno di votazioni)
  • per il viaggio di ritorno: fino alle ore 24 del decimo giorno dopo il 13 giugno (ultimo giorno di votazioni)
I vari tipi di sconti sono:
I biglietti per i treni del servizio nazionale:
  • Eurostar Italia , Eurostar Italia Alta Velocità , Eurostar City , Espressi , Intercity ed Intercity notte , servizio VL e cuccette
  • i biglietti sono nominativi e con assegnazione del posto e sono validi, nell’ambito del periodo di utilizzazione dei venti giorni
  • non devono essere convalidati
  • Possono essere utilizzati da un’ora prima e fino ad un’ora dopo la partenza del treno prenotato
  • su un treno diverso da quello prenotato ma della stessa categoria, dietro pagamento della penalità di 8,00 euro per l’assegnazione del posto.
I biglietti per treni Regionali:
  • sono senza assegnazione contestuale del posto
  • per essere validi devono essere convalidati prima di iniziare sia il viaggio di andata che quello di ritorno.
  • Il viaggio deve essere terminato entro 24 ore dal momento della convalida, fatta eccezione per i biglietti di percorrenza fino a 200 Km, per i quali il viaggio deve essere terminato entro 6 ore dal momento della convalida.
  • In ogni caso all’elettore che si trovi in viaggio alla scadenza del biglietto è consentito proseguire fino alla stazione di destinazione, senza effettuare fermate intermedie.
  • Quando le obliteratrici non funzionano o sono mancanti i biglietti devono essere convalidati presso le biglietterie o facendone richiesta al personale del treno all’atto della salita senza pagamento di alcuna penalità.
Come si comprano? E come si usano?
  • Per ottenere il rilascio del biglietto con la riduzione prevista in favore degli elettori, il viaggiatore deve esibire la tessera elettorale presso la biglietteria delle stazioni.
  • Il viaggiatore deve esibire oltre al biglietto anche un documento di identificazione personale e la tessera elettorale (per il viaggio di ritorno la tessera deve essere regolarmente vidimata presso la sezione dove ha votato).

    mercoledì 27 aprile 2011

    Il lungo passo dal secessionismo al federalismo

    Il federalismo è una realtà politica contemporanea che, nella maggior parte dei casi, nasce dalle confederazioni di polities alleatesi per difendersi dalle potenze straniere e favorire il commercio tra le parti confederate. Tuttavia può anche verificarsi che i movimenti centrifughi dovuti ad un processo incompleto di nation-bulding, generino un federalismo con forte motivazione endogena. Questo potrebbe essere il caso dell'Italia. È nota la volontà secessionista padana, espressa dalla Lega Nord, il più conosciuto ma non certo l'unico movimento secessionista presente nel nostro bel Paese in cui, a distanza di 150 anni dalla sua unità politica, molti studiosi lamentano non solo la mancanza di una reale unificazione del così detto popolo (demos), ma una sempre maggiore volontà secessionista man mano che il fervore risorgimentale si affievolisce. Stupisce infatti la miriade di movimenti secessionistici che pullulano per la penisola con delle rivendicazioni che non è possibile liquidare come assurde, sovversive o anacronistiche, se su rivendicazioni analoghe la Lega sta costruendo la sua fortuna elettorale.


    Se dobbiamo dare una lettura obiettiva, probabilmente si tratta di movimenti senza futuro, di cui però non può sfuggire la forte carica provocatoria: l’Italia resta la terra dai mille campanili, dove, nonostante la funzione unificatrice svolta dalla televisione, dalla religione, dai mass media e dall’arrivo degli extracomunitari (che ha attenuato di molto la contrapposizione ) tante identità territoriali e culturali gridano alle ingiustizie passate e presenti.
    E’ la situazione più propizia per riproporre il federalismo, che si presta meglio di qualsiasi altra forma di governo a ricomporre tutte queste differenze, a far convivere insieme realtà molto diverse tra di loro rispettandone le peculiarità, proprio secondo la tesi inascoltata di Carlo Cattaneo all’indomani dell’unità.
    Dal secessionismo è, oltre che possibile, anche opportuno fare un passo verso il federalismo, come vorrebbe la Lega, ma si tratta di un passo che richiede estrema consapevolezza storica e critica, oltre che volontà politica costruttiva, non solo da parte del Governo, ma anche e soprattutto da parte di chi dovrebbe vivere sulla propria pelle questa nuova esperienza passando dalla teoria alla prassi: noi italiani tutti, appunto.
    Cosa è stato fatto finora? Un breve exursus è, a questo punto, d’obbligo. All'indomani dell'unità d'Italia, nonostante una realtà territoriale profondamente diversificata, sia per motivi economici (il regno di Sardegna era indebitato e sull'orlo del collasso, molto propenso quindi ad assorbire l'intera ricchezza del regno delle due Sicilie) che ideologici, per via delle correnti mazziniane, di Cavour e Minghetti, in Italia prevalsero le ragioni del centralismo e della centralizzazione, anziché quelle del federalismo, con la conseguente standardizzazione amministrativa e omogeneizzazione culturale, per portare il neonato Stato italiano ad un assetto strettamente unitario. Solo dopo la caduta del fascismo, la Costituzione del 1948 introduce la variante dello Stato regionale creando così un debole compromesso tra le ragioni federali e quelle unitarie. Comincia così un processo di decentramento portato avanti a singhiozzi e senza molta convinzione, soprattutto in concomitanza di onde lunghe destate da coeve esperienze europee.
    La prima tappa del decentramento, in applicazione del dettato costituzionale, si è raggiunta negli anni '70, dietro la spinta neo-regionalista europea, che lascia anche in Italia una debole impronta, portando all'istituzione di una regionalizzazione caratterizzata da una visione minimalista dell'istituto regionale ordinario, che, secondo una concezione superficiale della realtà storico-culturale italiana, a differenza del regionalismo a statuto speciale, non risponderebbe ad esigenze territoriali, legate cioè alla necessità di governare squilibri economici e diversità linguistiche presenti sul territorio.
    Un’altra importante spinta è data della riforma Bassanini del 1997, grazie alla quale le regioni diventano soggetti primari nell'attuazione della legislazione nazionale, cui segue nel 2000 l’abolizione dei trasferimenti statali vincolati alle regioni.
    Il processo di revisione costituzionale in chiave federale prosegue con il referendum del 7 ottobre del 2001 confermativo della legge costituzionale 3/2001, che oltre a rafforzare il principio di autonomia di entrata e di spesa, aumenta sensibilmente le garanzie centro-vincolanti a tutela del potere legislativo regionale, non più soggetto al controllo preventivo delle leggi da parte del Commissario di governo.
    A questo quadro, perché si possa iniziare a parlare di federalismo, manca un importante tassello: in una federazione le polities sovrane rinunciano ad una parte del loro potere dando vita ad una polity che le comprende al suo interno senza avere un centro politico dominante, bensì una condizione di pari legittimità costituzionalmente garantita, che investe tanto il centro federale quanto i centri federati. Sul piano istituzionale e amministrativo il federalismo si contraddistingue per la presenza di meccanismi centro-vincolanti capaci di impedire ad una singola polities di decidere liberamente e unilateralmente della distribuzione dell'esercizio del potere. A partire dal prototipo americano, la partecipazione delle entità federate alla decisione nazionale viene garantita dalla seconda camera del parlamento federale, dove non siedono i rappresentanti del demos, come negli stati unitari, ma quelli delle polities componenti la federazione. In questo modo il bicameralismo che attualmente serve da strumento di maggiore tutela della rappresentanza democratica dei cittadini all'esercizio del potere, funge anche da garante dell'autonomia e dell'integrità delle entità federate.
    È a questo punto che si evidenzia l’anomalia italiana: oltre ai forti limiti del potere legislativo regionale, il nostro ordinamento non prevede alcuna forma di rappresentanza regionale nel parlamento nazionale, mentre, paradossalmente, a livello di Unione Europea le regioni non solo italiane hanno una rappresentanza.
    Si deve a questo punto rimarcare la più macroscopica insita nelle scelte attuate dall’attuale classe dirigente: avviando il “federalismo fiscale” si è cominciato a costruire dal cappello e non dalle fondamenta, evidenziando la componente egoistica alle origini di tale scelta.
    «Con l'avanzamento del federalismo fiscale, subentra un sempre crescente finanziamento delle maggiori spese decentrate, in prevalenza con tributi propri o con compartecipazioni, anziché con trasferimenti tarati sulle spese, come nel passato. Siccome tributi propri e compartecipazioni, sul territorio, sono in genere molto più sbilanciati delle spese, mentre le dosi di perequazione delle capacità fiscali territoriali possono essere anche notevoli ma non possono essere che parziali, altrimenti sarebbe lo stesso concetto di federalismo fiscale a venir meno, viene inevitabilmente innescato il conflitto sociale» (G.Vitaletti) che si concretizza nel conflitto tra le regioni “ricche” e quelle “povere” che vedrebbero ridursi i servizi pubblici o dovrebbero pagare molto di più per ottenere gli stessi servizi di prima. In effetti questo è quello che sta già avvenendo.
    Non si può innescare un processo di tale portata senza prevedere un minimo di correttivi. Ad un'attenta analisi, le disuguaglianze economiche che dividono l'Italia in due, potrebbero essere ridimensionate con il federalismo fiscale, ma a condizione che questa misura non venga lasciata isolata in un contesto che vede non ancora chiaramente individuate responsabilità e mansioni, con il frantumarsi tra mille Enti, anche locali, della distribuzione di compiti e competenze - cosa che impedisce la concreta operatività degli Enti pubblici e delle istituzioni- e soprattutto a condizione che non venga meno, come vorrebbe la Lega Nord, l'aspetto cooperativo e di solidarietà tra le polities ( richiesto dall'espansione del welfare state avutasi a partire dagli anni Settanta) che caratterizza l'organizzazione interna di tutti gli stati federali e che ha consentito, tanto per fare un esempio, in pochi anni, dopo la caduta del muro di Berlino, alla ex Germania dell’Est di superare il forte gap accumulato durante il regime sovietico.

    martedì 22 febbraio 2011

    A 150 anni dall'unità d'Italia non abbiamo ancora fatto i conti con la storia


    Mi è già capitato di parlare dei 150 anni dall'unità d'Italia, focalizzando la mia attenzione sull'associazionismo sovversivo presente nel nostro Paese più che sulla storia d'Italia, ma guardando l'arrivo a cavallo di Benigni sul palco di Sanremo sventolando il tricolore, mi ha fatto pensare che dopotutto è necessario raccontare anche la storia d'Italia, affinché non passi in modo assoluto ed unanime l'idealizzazione fino all'inverosimile dei volti e le personalità che hanno caratterizzato il risorgimento italiano.
    Garibaldi ad esempio era un ubriacone e giocatore d'azzardo che per pagarsi i debiti di gioco andava in giro a razziare a più non posso soprattutto nel sudamerica, dove molti ancora lo ricordano come un bandito e successivamente un mercenario, piuttosto che come l'eroe dei due mondi, che a lungo ha alimentato i rancori soprattutto dei cittadini uruguayani verso gli italiani. Fu anche incarcerato per la rapina di una banca fatta sempre per pagarsi i debiti, ma grazie alle sue conoscenze con la politica riuscì a farsi subito rilasciare. Al di là di questi fatterelli di poco conto che lasciano il tempo che trovano, perché oggi non si sa se è più delinquente chi apre una banca o chi la rapina, bisogna comunque riconoscere che la storia in ottica provvidenziale dell'unità d'Italia, così come la favola del risorgimento ci insegna, non può più essere fatta passare per buona e sacrosanta senza un minimo di critica obiettiva. Fare i conti con la storia è indispensabile per dare una base solida al nostro come a qualsiasi altro Paese e permettere così un sano sviluppo umano di quello che dovrebbe essere il popolo italiano.
    Dopo il mito di Garibaldi, bisogna sfatare anche quello della casa dei Savoia, affermando che il miglior re che l'Italia abbia avuto, o almeno una parte di essa, non è stato nessuno di quelli che ha unificato il bel Paese, ma Federico II di Svevia: in tempi di crociate non discriminare gli uomini in base alla loro razza o religione va ben oltre le pari opportunità. Benigni lo dovrebbe sapere, o quantomeno conoscere visto che Dante lo menziona nella Divina Commedia ben 5 volte, trattandolo con il rispetto che meritava e riconoscendogli i suoi meriti, nonostante tutte le scomuniche che il re ha ricevuto...
    Ai tempi dell'eccelso Cavour un regno che non era liberale era visto come un regno arretrato, così come oggi un Paese che non è liberale è visto come un Paese arretrato, ma il Regno delle Due Sicilie era ricco e prosperoso, oltre che straordinariamente avanzato pur non essendo liberale. Le torture, le esecuzioni senza processo, i veri e propri stermini e tutte le angherie e saccheggi compiute dai piemontesi per consolidare l'unità appena ottenuta, sono state molto più atroci e incivili di quanto la propaganda piemontese volesse far credere delle azioni compiute dai borboni "barbari e arretrati" agli occhi delle altre nazioni europee moderne perché liberali...
    La storia è scritta sempre dai vincitori e molte cose vengono sempre dimenticate o distorte. Il fenomeno del brigantaggio è stata in realtà una guerra civile con decine di migliaia di morti.

    Ecco un articolo che a mio parere si distacca dalle correnti che vanno per la maggiore in Italia, mostrando in modo molto sintetico la vera storia senza le mistificazioni degli interessi politico-economici che hanno influenzato i libri di storia: "Oltre la Coltre » L’UNITA’ D’ITALIA E I CONTI CON LA STORIA"