sabato 22 gennaio 2011

A Milano c'è un Istituto tecnico industriale che premia con 150 € gli studenti con la media dell'otto al primo quadrimestre

Credo che tutti noi vorremmo essere pagati per studiare ed è quello che sta avvenendo nell'Istituto Tecnico Industriale Feltrinelli in provincia di Milano, che premierà con 150 euro coloro che avranno la media dell'otto al termine del primo scrutinio di fine quadrimestre. La decisione sarebbe stata presa dal preside dell'istituto con l'intento di valorizzare sia gli alunni diligenti, sia di farne modelli per gli altri studenti incentivandoli così allo studio.
L'ideale, a mio avviso, sarebbe o quello di pagare tutti gli studenti per studiare indistintamente dal voto preso, o meglio ancora di non far pagare nessuno per poter avere la possibilità di studiare, in modo tale che i soldi né penalizzino chi vuole studiare né fungano da mero incentivo. Questo perché in psicologia «l'incentivo monetario è considerato una motivazione estrinseca, tesa a porre in essere un certo comportamento. Purtroppo, gli studi psicologici mostrano che l'incentivo economico "spiazza" la motivazione intrinseca, cioè se un individuo studia perché ritiene l'istruzione importante in sé, il premio finisce per demotivare lo studente con forte motivazione intrinseca» (D. Fiorillo) e di conseguenza, ad una prima analisi, si è indotti a pensare che da questa iniziativa possano ottenersi più danni che benefici. Nell'analisi economica, al contrario, l'individuo razionale reagisce positivamente agli incentivi monetari e questo rende pienamente razionale e raccomandabile la politica messa in atto dai dirigenti dell'Istituto Tecnico di Milano. Bisogna però considerare che il pensiero economico classico si basa su una conoscenza sommaria e semplicistica della realtà e della psiche alla base dei comportamenti degli individui e di conseguenza non può più essere considerato attendibile nella sua interezza.
D'altro canto lo studio psicologico, per quanto tendenzialmente impeccabile, va applicato al contesto socioculturale di Milano e provincia: probabilmente i ragazzi di quell'istituto sono così pragmatici da studiare solo per il bel voto e la maggiore possibilità che ne deriverebbe di trovare un lavoro remunerativo e non per il desiderio di imparare cose nuove. Mentre quelli che non studiano, pur infischiandosene del voto, o probabilmente il solo voto non è un incentivo sufficiente a smuovere la loro volontà, hanno comunque in comune con gli studenti diligenti la stessa mentalità pragmatica, per cui se non tengono al voto tengono ai soldi. In un contesto simile: dove non si studia con il primario interesse di arricchire il proprio bagaglio culturale, i soldi rappresentano un valido incentivo extra per tutti.
Io ovviamente sono profondamente contrario a questa mentalità che si evince dalla scelta fatta dall'istituto tecnico, la cui unica colpa evidentemente è quella di essersi adattato ad una grigia realtà.

Se il Corriere della Sera, con decisamente più accessi del mio blog, non avesse già avviato un sondaggio online per sapere cosa ne pensa la popolazione, lo avrei fatto io. Invito tutti a partecipare al sondaggio che si trova al seguente link: un istituto tecnico industriale di Milano premia con 150 euro gli studenti con la media dell’8. Iniziativa giusta?

Un sondaggio come questo credo sia utile a capire quali siano i valori dell'egemonia culturale dominante. A proposito di egemonia culturale: oggi è il centoventesimo anniversario della nascita di Antonio Gramsci, un uomo la cui esistenza è la concreta testimonianza di come lo spirito rivoluzionario più impavido e selvaggio possa albergare anche nei cuori e nelle menti più complete e formate e non solo nei ragazzini sognatori di un mondo migliore.

1 commento:

  1. Dato che mi è più semplice commentare commento qui...
    L' incentivo, premio, chiamatelo come volete, con quali soldi viene pagato?? Con soldi personali del preside?? O con soldi PUBBLICI anche dei genitori dei ragazzi meno meritevoli pagano??
    Basterebbe a questo punto rendere la scuola pubblica e sottolineo pubblica, poichè in questo momento in italia la scuola tutto è tranne che pubblica. In Italia oramai studiano solamente coloro i cui genitori sono benestanti! MI potrete contraddire ma sapete benissimo che non potete, avete mai visto un figlio di un contadino che diventa un chirurgo, avvocato,ingegnere affermato? avete mai visto figli di emigrati(sia dal sud italia verso il nord che dall'estero verso l'italia) affermarsi in società? Inoltre avete mai visto il figlio di un notaio, avvocato, dottore, uomo di spettacolo... fare il contadino l' operaio? Beh signori miei io no! Con questo voglio solamente dire che quando nasciamo abbiamo già scritto il nostro destino. Tutto ciò non può cambiare se il nostro governo taglia i fondi alla scuola, alla cultura e ricerca...

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