lunedì 8 luglio 2013

La 3 Italia e la possibile truffa degli SMS Premium o sovrapprezzo

Mi è già capitato di parlare del comportamento delle compagnie telefoniche poco oneste, per non dire truffaldine, ed oggi riprendo a scrivere in questo blog dopo tanto tempo per riportare quanto accaduto con la compagnia 3 Italia. Attualmente sul mercato della telefonia mobile non esiste nessuna grande società con un'offerta migliore di quella della 3: con soli 20 euro al mese di addebito automatico su Carta di Credito è possibile avere alla settimana 200 minuti verso tutti, 200 sms verso tutti, 250MB di internet più uno smartphone ad anticipo zero. In aggiunta a questa ottima offerta, che non è paragonabile a nessuna delle altre compagnie, per i patiti del cinema è possibile richiedere gratuitamente la tessera del "grande cinema 3" che ti permette di vedere un film gratis a settimana per 12 mesi presso un cinema convenzionato. Si tratta di un'offerta fantastica che non dovrebbe lasciare alcuno scampo alla concorrenza, se non fosse per la pessima reputazione di cui gode la società in seguito alla rimodulazione delle tariffe del servizio prepagato non più in commercio, che a partire dal 1° settembre 2007 ha visto lievitare i costi anche agli utenti che hanno firmato un contratto di 24 mesi ancora valido. La società ha detto di essere stata costretta a questa rimodulazione delle tariffe dal Decreto Bersani e dall'interconnessione agli altri gestori di telefonia mobile che ha comportato una considerevole riduzione degli introiti presumibilmente capace di mettere in crisi la società.
Un'altra grande seccatura per gli utenti è rappresentata dalla difficoltà di parlare con il servizio clienti: una volta chiamato il 133 bisogna comporre un codice per poter parlare con l'operatore. Normalmente per le altre compagnie è sufficiente seguire le istruzioni della voce guida, ma con la 3 la voce guida non ti guida verso l'operatore, cosicché per scoprire la giusta combinazione di tasti è necessario o andare ad un centro 3 dove spesso il personale si rivela enigmatico, oppure bisogna effettuare estenuanti ricerche su internet e procedere per tentativi. Una volta trovato il codice non si può stare tranquilli perché viene cambiato periodicamente per aumentare il gusto della sfida.

sabato 5 gennaio 2013

Horror e fede

Stanno avendo un discreto successo quei film horror sull'esorcismo che sono tratti da storie vere. Spesso suscitano anche discussioni infuocate su quali elementi siano veri e quali invece di pura fantasia. Nel caso del film "The exorcism of Emily Rose", ad esempio, c'è molto di vero, perché ad una ragazza tedesca molto credente di nome Anneliese Michel da cui ha tratto ispirazione il regista Scott Derrickson, pare sia capitato di avere un male molto simile alla possessione che l'ha portata alla morte. Proprio come spiegato nel film, il suo è stato uno dei rarissimi casi di possessione riconosciuti dalla Chiesa cattolica, che è stata in grande imbarazzo al processo del prete accusato di omicidio per aver tentato di esorcizzarla provocandone invece la morte.
Un altro film interessante da questo punto di vista è "The Possession" che ha come protagonista una scatola passata di mano in mano portando sventure a chi la possedeva, contenente un demone della tradizione ebraica, il dibbuk. Sicuramente le sventure sono vere, ma ovviamente non si può essere scientificamente sicuri della presenza demoniaca. Di qui la domanda: