sabato 5 gennaio 2013

Horror e fede

Stanno avendo un discreto successo quei film horror sull'esorcismo che sono tratti da storie vere. Spesso suscitano anche discussioni infuocate su quali elementi siano veri e quali invece di pura fantasia. Nel caso del film "The exorcism of Emily Rose", ad esempio, c'è molto di vero, perché ad una ragazza tedesca molto credente di nome Anneliese Michel da cui ha tratto ispirazione il regista Scott Derrickson, pare sia capitato di avere un male molto simile alla possessione che l'ha portata alla morte. Proprio come spiegato nel film, il suo è stato uno dei rarissimi casi di possessione riconosciuti dalla Chiesa cattolica, che è stata in grande imbarazzo al processo del prete accusato di omicidio per aver tentato di esorcizzarla provocandone invece la morte.
Un altro film interessante da questo punto di vista è "The Possession" che ha come protagonista una scatola passata di mano in mano portando sventure a chi la possedeva, contenente un demone della tradizione ebraica, il dibbuk. Sicuramente le sventure sono vere, ma ovviamente non si può essere scientificamente sicuri della presenza demoniaca. Di qui la domanda:
Ma il diavolo esiste veramente? Questa è stata la domanda che tutti si sono posti nel momento in cui hanno visto il film sapendo che era tratto da una storia vera. Se non si crede in Dio certamente non si può credere nel diavolo, ma a molti sembra sfuggire che non si può neanche dare al bene e al male il valore assoluto che invece viene dato da chi crede in Dio. Siccome non esiste Dio, non esistono neanche verità assolute e quindi tutto è relativo: una cosa è male quando la società la giudica tale, ma se la società non la giudicasse più tale non lo sarebbe più e così anche per il bene. Se invece Dio esiste è lui a stabilire cosa è bene e cosa non lo è, indipendentemente da quale sia il parere dell'umanità. Il paradosso che ne viene fuori è che se tutto è relativo allora niente è veramente male e niente veramente bene e che quindi tutto può essere lecito anche se le leggi dell'uomo pongono dei divieti, perché anche le leggi sono relative e possono essere modificate. Inevitabilmente si finirebbe anche col non attribuire alla vita un valore, essendo frutto del caso e non di una qualche volontà divina. Questo potrebbe essere uno dei motivi per cui di tanto in tanto qualcuno va armato in un luogo possibilmente affollato allo scopo di fare una strage: non si crede in nulla e non si dà più importanza a nulla, anche se bisogna dire che il fanatismo religioso non è meno folle. La sola differenza tra un fanatico religioso e qualcuno che va nelle scuole a sparare alla gente, come è da poco successo (di nuovo) negli USA, sta solo nello scopo: l'invasato spesso crede di agire per un bene superiore, chi non crede in nulla lo fa per un completo ritorno al nulla che la vita in quanto tale non può offrire perché non si può dire che sia nulla.
Ritornando alla domanda sull'esistenza del diavolo, sarebbe rassicurante (da un certo punto di vista) che non esistesse, ma logica vuole che se esiste Dio esiste anche il diavolo nato dal male volontario generato dall'uomo sin dall'origine della sua esistenza. Tutto quello che facciamo in vita non si perde nel nulla: il principio nulla si crea e nulla si distrugge ma tutto si trasforma vale anche per la metafisica. D'altra parte la fede in un essere superiore è un bisogno generato dalla paura del nulla con tutto quello che ne consegue, come il dominio eterno del nichilismo, l'assoluta casualità dell'esistenza e la mancanza di senso della vita. È un bisogno sia intimo, proprio di ciascun individuo che cerca un punto fermo per orientarsi, sia sociale, per contenere attraverso norme etiche che sono il cuore di ogni religione, comportamenti non conformi alla convivenza civile. In fondo a credere non si ci perde nulla e soprattutto è più contestabile l'opinione di coloro che ritengono sia sbagliato credere in Dio, piuttosto che il contrario.

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