Manifesto dell'ebbro

Per evitare fraintendimenti voglio chiarire che l’intento di questo blog non è mai stato quello di promuovere l’alcol che ha soltanto un valore simbolico. Si cerca piuttosto di promuovere un movimento non letterario, non artistico, non filosofico, ma semplicemente esistenziale ed individualistico pur nella condivisione collettiva.

Il dizionario etimologico della lingua italiana di Ottorino Pianigiani definisce in questo modo il termine ebbro:

definizione di ebbro
(Attualmente, come tutti i vocaboli, la definizione di ebbro è in evoluzione in parallelo con la definizione in fieri del movimento il cui sviluppo è imprevedibile)

Partendo dal presupposto che è impossibile arrivare, perlomeno da vivi, alla pura verità delle cose, perché l’uomo dispone di una logica imperfetta, quindi, tutto potrebbe anche apparirci chiaro ed evidente, mentre in realtà in ogni nostra riflessione, giudizio, considerazione e discorso c’è sempre un errore che lo rende insensato e di cui ci rendiamo conto solo alla fine, allora siamo tutti come ubriachi e i più fortunati solo brilli.
Come gli ebbri la nostra capacità di comunicare con il prossimo è sempre superficiale perché le nostre parole vengono ascoltate e comprese dal prossimo secondo una personale percezione della realtà che non è mai la stessa.
Come gli ebbri la nostra percezione della realtà non è mai completa, anzi, quello che ci sfugge è molto di più.
Il nostro cammino non è mai lineare e scorrevole, ma aspro e barcollante, spesso cadiamo né sappiamo dove stiamo andando né quanta strada c’è ancora da fare.
Sono questi i primi aspetti del manifesto ebbro che mi sono venuti in mente. Spero che siano sufficienti ad abbozzare i primi contorni di un movimento spontaneo non dettato dalla fredda logica o dalle divampanti emozioni, ma dalle nostre sensazioni o intuizioni che vengono prima di ogni conoscenza e consapevolezza e ne sono quindi alla base.