domenica 10 agosto 2008

Il Vino degli Amanti


Il poeta francese Charles Baudelaire era solito elogiare nelle sue poesie hashish, oppio, alcol ed etere e per poterle elogiare a pieno ne faceva anche un uso smodato soprattutto nell'ultima fase della sua vita in cui non passava giorno senza che non fosse strafatto. Non per niente i critici con lui hanno cominciato a parlare di poeti maledetti. Su questa classificazione sono alquanto perplesso anche perché se proprio deve esserci qualcosa di maledetto credo che sia la società in cui questi poeti sono vissuti. Un poeta è più sensibile del normale e il suo poetare dipende sempre dal proprio stato d'animo che a sua volta è condizionato dall'ambiente.
Un poeta che assiste in prima persona ad un brusco declino della civiltà è chiaro che abbia delle reazioni.
Comunque sia Baudelaire, proprio per la sua fissa dell'alcol, ha lasciato abbondante materiale di cui gli ebbri vanno ghiotti! Come questi versi poco conosciuti intitolati "Il Vino degli Amanti"

Oggi lo spazio è splendido! Senza morsi né speroni o briglie,
via, sul vino, a cavallo verso un cielo divino e incantato!

Come due angeli che tortura un rovello implacabile oh,
nel cristallo azzurro del mattino, seguire il lontano meriggio!

Mollemente cullati sull'ala del turbine cerebrale, in un
delirio parallelo,

sorella, nuotando affiancati, fuggire senza riposi né tregue
verso il paradiso dei miei sogni.

Nessun commento:

Posta un commento

Scrivi i tuoi commenti con la semplicità e la sincerità di un ebbro