mercoledì 8 ottobre 2008

Quando gli ebbri fanno BOOM alle 4:30 a.m. ...

Oggi parleremo di un'ebbrezza da stigmatizzare.

Siamo abituati a pensare agli incidenti mortali come ad un qualcosa che avviene in un attimo, che non dà tempo di pensare, che non dà tempo di evitare il dramma, mentre in realtà quello che avviene in un attimo è solo per così dire la conclusione finale di una catena di eventi. Molto spesso, infatti, il dramma può essere scongiurato con largo anticipo.
Capire il comportamento dei ragazzi non è tanto difficile quanto capire la società dei ragazzi: un ennesimo spicchio dell’Italia con regole comportamentali sancite dalla microcultura del gruppo che non necessariamente coincide con la cultura degli adulti e l’etica dello Stato. Altrimenti non ci sarebbero differenze, al di là dell’età, tra padri e figli.
Sostanzialmente l’abuso di alcol, l’uso di droghe e gli eccessi in generale sono la causa principale delle stragi e dei fatti di cronaca nera che colpiscono i giovani. Una prima riflessione porterebbe a credere che a rendere questi incidenti possibili sia il troppo benessere, chiaramente perché se non è possibile procurarsi auto veloci, droga e alcol, è molto più difficile che si verifichino le stragi in strada. Tuttavia la vera causa non è da ricercare nel benessere economico, ma nel malessere interiore delle nuove generazioni.
Sempre più privati di sani ideali, di giusti modelli da seguire, gli individui della società moderna vengono continuamente bombardati da messaggi assillanti che direttamente o indirettamente portano all’autodistruzione prima della sensibilità umana e poi dell’uomo stesso e sono i giovani le vittime più ignare. Sabato sera dopo sabato sera siamo sempre più spinti a superare i limiti precedenti perché questo porta ad un attimo di soddisfazione, euforia e superamento delle convenzioni sociali, attimo che per essere ritrovato ha bisogno di stimoli maggiori. Ed ecco nascere gli uomini maledetti, ma questa volta senza poesia.
Diventa chiaro che il fiume non può essere arginato quando già è in mare e che quindi per risolvere il problema delle stragi in strada, come tanti altri problemi simili, c’è bisogno di una politica di prevenzione più ad ampio respiro che non si limiti a emanare leggi rivolte all’ultima fase di una lunga catena di eventi ignorando tutto quello che c’è dietro.

Un sistema efficace per evitare le stragi del sabato sera è quello di responsabilizzare i giovani. Questo può essere fatto, oltre che nell’ambito della famiglia, se è sana, anche e soprattutto nella scuola, che non deve mai rinunziare ad educare dando ai giovani saldi valori, e, perché no, nelle scuole guida. Queste sono fondamentali in quanto mezzo più comune per ottenere la patente di guida, per cui non debbono limitarsi ad istruire i giovani sul codice della strada e sul modo corretto di guidare, ma devono anche mettere in guardia da situazioni pericolose che pur sconfinando apparentemente dal codice stradale, in qualche modo sono collegate ad esso e sono la causa delle tante stragi. Fondamentale è insegnara ai giovani la cultura del limite e dei propri limiti, favorendo la consapevolezza e il rispetto per la vita in tutte le sue forme. Una società è malata quando gli individui che ne fanno parte sono malati ed è per questo che la morte assurda di un giovane, come lo è la morte in strada, non è solo fonte di cordoglio, ma rappresenta anche un fallimento della società in cui avrebbe dovuto compiersi proficuamente la parabola della sua vita.

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