venerdì 20 febbraio 2009

Casa a Roma? Uahahahahahah!

video su YouDem.tv
Manifestazione degli inquilini abusivi delle case Inpdap di Roma del 19 novembre 08, in via XX settembre.


Mio cognato da un po' di tempo sta cercando casa a Roma per motivi di lavoro e così ha cominciato a sfogliare i giornali e le pagine web per vedere i vari annunci alla ricerca di una casetta adeguata alle esigenze della sua famiglia. Molti di voi sapranno o comunque immaginano già come siano fatti gli annunci immobiliari: si cerca sempre di evidenziare altri aspetti dell'edificio, i migliori se ce ne stanno, cercando di camuffare le cose meno belle e poco apprezzabili. Così mio cognato dopo aver realizzato una compilation delle case che, almeno sul giornale, sembravano essere le migliori è andato a vederle nei giorni seguenti e lo sta ancora facendo.

Senza aspettarselo si è trovato ad essere testimone di cose e situazioni a dir poco assurde che danno una chiara testimonianza di che cosa significhi trovare casa in un mostro urbano come Roma.
Il primo immobile che è andato a visitare si trovava in periferia e ovviamente per essere qui citato non era un vero e proprio appartamento. Arrivato davanti ad una villetta ha dovuto aspettare qualche minuto davanti alla casa perché il proprietario stava facendo vedere "l'appartamento" ad un'altra coppia. Durante l'attesa, basandosi su quello che vedeva dall'esterno, si stava già convincendo che quella casa non era adatta alle sue esigenze perché si trovava su di una strada sterrata senza niente intorno per chilometri. Se ne stava già per andare quando la proprietaria esce dicendo che aveva finito con la coppietta e che ora poteva mostrare la casa a lui.
Entrati in casa vede che la proprietaria lo fa scendere nel garage. Naturalmente per mostrarglielo, perché in realtà era quello l'appartamento!

Questo ancora non è niente! Infatti con il prossimo caso mio cognato ha capito che la parola dependance può nascondere molte insidie. L'immobile seguente era per l'appunto una dependance con giardino, sempre in periferia.
Siccome mio cognato è un tipo ottimista, nel leggere una descrizione fatta ad arte, credeva d'avvero che questa volta no ci sarebbero state grosse sorprese. Invece arrivato sul posto non ha potuto fare altro che restare come un pesce lesso! La dipendenza non era altro che una specie di sgabuzzino abusivo per gli attrezzi e altro materiale, interamente in legno e a qualche metro dalla villa che lo ospitava nel giardino. Forse neanche il giardiniere era voluto andare ad abitare lì dentro! Però non era sicuramente male come rifugio per i senza tetto.

E dulcis in fundo il caso più incredibile: un monolocale in centro che in realtà non era altro che un'aula di una scuola media che il bidello cercava di affittare. Entrati nella scuola mio cognato non aveva ancora capito dove il bidello lo stesse portando perché per lui fino a qualche giorno fa era inconcepibile pensare di affittare un'aula inutilizzata di una scuola. Ma quando ha visto che la porta del monolocale si trovava in un corridoio della scuola e che era uguale a tutte le altre porte delle aule che aveva visto, è rimasto di sasso!
Mentre il bidello gli mostrava la stanza con vista sul cortile e riscaldamento gratuito, ad un certo punto, senza il minimo imbarazzo, gli spiega che la mattina (dalle otto e mezzo) doveva fare attenzione e cercare di non farsi vedere troppo perché c'era un po' di movimento...

Nonostante i casi che vi ho descritto siano incredibili, non sono una rarità e nonostante la loro illegalità, questi appartamenti arrangiati vengono comunque affittati a prezzi elevatissimi: mai meno di 600 euro al mese.
Molti se non riescono ad affittare preferiscono chiudere l'appartamento pur di non abbassare il prezzo.

Come si è arrivati a questo punto? Che fine hanno fatto le case popolari?

Se a questo aggiungiamo che la maggioranza delle persone che lavora a Roma non ha uno stipendio che superi i 1.000 euro al mese, capite e bene che la situazione a Roma per buona parte della popolazione rasenta la disperazione.

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