giovedì 18 giugno 2009

A caccia di voti

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Perdere la tessera elettorale è una cosa che accade piuttosto frequentemente. Accade, guarda caso, tutte le volte, ad una famiglia originaria dalle mie parti che, mantenendo la residenza in paese, lavora all'estero e torna per votare ad ogni tornata elettorale, non però gratis et amore dei ma per il maggiore offerente. Pensate che stiamo parlando di un paese nel cuore del Cilento, popolato da non più di 400 persone, dove le lotte politiche sono estremamente accese.Valle dell'Angelo
La famiglia dei venduti è composta da 7 persone e in queste elezioni per votare si sono fatti dare 2500 € a cranio. Se lo venissero a sapere i napoletani ci sarebbe un esodo di massa perché lì il prezzo del voto non supera i 50 €.
In pratica il prezzo del voto è direttamente proporzionale al numero degli abitanti: più gli abitanti sono pochi più il prezzo sale.
Questa volta è capitato che 2 di loro siano stati comprati dalla fazione attualmente in carica, mentre quella avversa se ne è assicurati 5. I due della fazione in carica, arrivati in un secondo momento, dovevano richiedere la tessera elettorale (quella che puntualmente perdono) e così accompagnati da 4 "bodyguards" sono saliti sul comune dove hanno incontrato non poche difficoltà. Il responsabile dell'ufficio apparteneva infatti allo schieramento avversario e sapendo che in un paesino così piccolo si vince sempre per pochissimi voti, ha cominciato a temporeggiare per non consegnare loro la tessera elettorale. Messo alle strette si è fatto venire un malore improvviso, chiudendo l'ufficio e scappando a casa.
Il tempo passava e lui non tornava, così si sono chiamati i carabinieri che pure hanno cominciato a temporeggiare perché anche loro dalla parte del sindaco in carica. Nel frattempo sono arrivati altri esponenti dei due schieramenti avversari e in piena civiltà si è arrivati alla rissa. Finalmente il responsabile dell'ufficio costretto dal maresciallo a sua volta costretto dalla minaccia di una denuncia, dopo un po' ha dovuto dare la tessera elettorale ai venduti.
Ma perché la politica di un paesino morente è scesa a questi livelli? Dopotutto alla fine chiunque vada non cambia niente, almeno per gli altri. Semplicemente un po' di sbornia di potere e soprattutto qualche soldino arraffato di qua e di là, più la possibilità di sistemare qualche parente e il gioco è fatto.
il dramma è che quello che in piccolo è accaduto e acontinua ad accadere in questo piccolo paese, mutatis mutandis, accade su vasta scala. La caccia al voto è diventato lo sport nazionale, in forme diversificate. A Battipaglia, con 600 arruolati, quasi uno per palazzo, la formazione delle liste è tale che ciascun candidato riesce a contattare condominio per condominio, strada per strada, parenti amici e conoscenti e la libertà di voto diventa una chimera. Quanti sono i voti veramente liberi? La moglie segue, se non vuole storie, il marito, i figli seguono il padre, il padre l'amico di turno, l'amico di turno il politico che promette a destra e a manca. Forse gli unici liberi sono solo quelli che si astengono. Sono finiti gli ideali politici. La stessa cosa sta accadendo in tutta la nazione che in questi anni sta attraversando un periodo di transizione caratterizzato da un'elevata corruzione e squallore. La Mafia, lo Stato nello Stato, si sta lentamente infiltrando in tutte le istituzioni cambiandole e causando così l'inesorabile crollo del sistema italiano.
Vittoria di LepantoCi troviamo alla fine di un ciclo e spero solo che questo non comporti il crollo della civiltà stessa come i più pessimisti affermano in questi casi.
D'altronde, per fare un esempio, anche quando crollò l'Impero romano d'Occidente molti ebbero a dire che la civiltà era finita e per certi versi fu veramente così, ma poi dopo un periodo di tempo piuttosto lungo cominciarono a fiorire i comuni e abbiamo avuto il nostro Rinascimento. Forse sarà così anche questa volta...

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