giovedì 26 giugno 2014

La Terra si sta sovraffollando?

Con la crisi stanno aumentando i malthusiani! Costoro partendo dal presupposto che la popolazione mondiale aumenta al ritmo di circa 84 milioni di persone nuove all'anno, pari alla popolazione della Germania, immaginano un futuro di sovraffollamento, carestia e miseria in cui sulla Terra saremo o addirittura siamo già drammaticamente troppi per poter essere tutti sfamati. SONO TUTTE CAZZATE!

Robert Malthus morto di vecchiaia nel 1834 fu il primo economista a dire che una popolazione in crescita avrebbe messo in crisi la capacità delle società di sostenersi perché la popolazione tenderebbe a crescere in progressione geometrica, quindi più velocemente della disponibilità di alimenti, che crescono invece in progressione aritmetica. Secondo questo economista britannico l'umanità sarebbe destinata a vivere in povertà e l'unica alternativa al sovraffollamento è dare un salario di sussistenza ai lavoratori, cioè il livello medio del salario necessario per soddisfare le esigenze ritenute fondamentali al mero sostentamento ma non alla riproduzione.
Secondo il cinico economista, con un sussidio che aumenta il reddito disponibile delle famiglie oltre la mera sussistenza i poveri tenderanno a procreare, facendo sì che aumenti la forza lavoro e quindi l'offerta di lavoro, portando quindi a una ulteriore diminuzione dei salari. Al contrario, quando il livello di vita scenderà sotto lo standard di vita ritenuto accettabile, i poveri smetteranno di fare figli e il salario tenderà a salire da solo. Questa teoria della sostanziale stabilità dei salari è accettata dagli economisti neoclassici che oggi indirizzano la maggior parte dei più importanti governi al mondo. La teoria della sostanziale stabilità dei salari è attribuita dagli economisti neoclassici ai meccanismi di regolazione naturale del mercato del lavoro.

Da quando Malthus è morto la popolazione mondiale è aumentata di 6 volte senza che ci siano stati ostacoli all'aumento della prosperità complessiva. La fame cronica, le carestie e la mal nutrizione sono legati a problemi di iniquità della distribuzione o di instabilità politica, più che ad una produzione insufficiente di cibo. I malthusiani che provengono dalla popolazione più agiata e benestante del pianeta interessata a preservare i suoi privilegi, non hanno capito quello di cui si è accorto successivamente l'economista Michael Kremer: la crescita demografica mondiale è fonte di prosperità economica perché per esempio aumenta di pari passo anche il numero di scienziati, inventori e ingegnieri che contribuiscono al progresso e all'innovazione.
Lo scrittore americano Ralph Waldo Emerson diceva: ""Malthus, affermando che le bocche si moltiplicano geometricamente e il cibo solo aritmeticamente, dimenticò che la mente umana era anch'essa un fattore nell'economia politica, e che i crescenti bisogni della società sarebbero stati soddisfatti da un crescente potere di invenzione".
È nostro compito preoccuparci di creare una società umana che possa accogliere tutti, anche per questo bisogna abbandonare il modello capitalistico che non è in grado di poter dare accoglienza alla futura umanità.

Crescete e moltiplicatevi senza alcun timore! Se veramente esiste un limite ambientale (raggiunta la massima efficienza possibile nell'uso delle risorse rinnovabili e pulite) al numero di persone che la Terra può ospitare, quando l'umanità arriverà a quel limite, senza il capitalismo, magari come in Star Trek avremo la possibilità di colonizzare pacificamente altri pianeti. Se dovessimo acquisire la tecnologia per esplorare l'universo mantenendo la società capitalistica molto probabilmente ci comporteremo come nel film Avatar del 2009 di James Cameron, ma non credo che ciò accadrà perché ritengo sia più probabile che o ci estingueremo prima di poter esplorare l'universo o resteremo in una condizione di miseria umana tale per cui ci sarà un arresto dell'innovazione tecnologica che un domani ci consentirà di esplorare la glassia.

Nessun commento:

Posta un commento

Scrivi i tuoi commenti con la semplicità e la sincerità di un ebbro